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venerdì 23 gennaio 2009

Braccio di Ferro

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Il 01/01/2009 sono scaduti i diritti d'autore sulle immagini di Braccio di Ferro a livello europeo; mentre per la scadenza americana bisognerà aspettare il 2024.


Braccio di Ferro è un simpatico marinaio guercio, con l'inseparabile pipa multiuso (compreso l'apriscatole e il lanciafiamme) che porta sempre in bocca e, più importante di tutti, la scatola degli spinaci. Si, gli spinaci con l'aiuto dei quali riesce a risolvere tutte le situazioni difficili in cui si trova. Infatti questi gli forniscono una forza straordinaria grazie alla quale riesce a sconfiggere i suoi avversari, in particolare Bluto (un marinaio attaccabrighe che non perde occasione per scontrarsi con Braccio di Ferro).

A tenere compagnia al simpatico e buffo marinaio troviamo:
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1) la sua filiforme fidanzata Olivia, anch'essa disegnata in modo buffo tanto da sembrare un elastico con grandi piedi e mani, con la testa perfettamente rotonda dove le uniche sporgenze sono il naso e la crocchia in cui sono raccolti i capelli.
2) Un neonato di nome Pisellino del quale non si capisce la parentela con Braccio di Ferro o Olivia, ma che sta o con uno o con l'altra. Si caccia spesso nei guai per colpa della curiosità tipica dei neonati e tocca a Braccio di Ferro risolvere la faccenda con l'aiuto dei suoi portentosi spinaci.
3) Poldo è un amico di Braccio di Ferro ed è golosissimo di hamburger che divora in quantità industriali. Ha l'aria sempre assente e non si cura di ciò che lo circonda, a meno che non si tratti di panini.
4) Bluto, marinaio avversario di Braccio di Ferro, che gli contende ogni cosa: dai lavori alla fidanzata, profittando della sua forza e del suo fisico massiccio, finchè Braccio di Ferro non divora gli spinaci e lo sconfigge con facilità estrema.
5) Gip, un cagnolino proveniente da un'altra dimensione che riesce a rendersi invisibile e individuare la verità con la coda. Altra sua particolarità è che si nutre solo di orchidee.
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lunedì 19 gennaio 2009

DRAGHI



Realtà o mito?
Probabilmente questa domanda non avrà mai una risposta. Forse il loro mito nasce con i primi ritrovamenti di ossa di dinosauro quando ancora non si sapeva che fossero di dinosauro. Ma queste creature del passato si sono estinte molte migliaia di anni fa, mentre i draghi hanno continuato a esistere nella cultura popolare e avvistamenti che accrediterebbero la loro esistenza, sono stati fatti anche in epoche relativamente recenti.

Personaggi storici come Plinio affermarono di aver visto un drago e molte leggende sembrerebbero confermare la loro esistenza. Ma di loro oggi si legge solo nei libri fantasy e nessun avvistamento è più stato fatto, la loro immagine rimane però vivida nella cultura popolare delle storie che li vedono come protagonisti, ora buoni ora cattivi.

Molti studiosi affascinati da questa creatura l'hanno studiata e ne hanno compilato una gerarchia arrivando a indicare undici classi: dai primi progenitori (i più potenti) ai serventi creati da draghi potenti (ma meno dei loro antenati). Dai discendenti di questi primogeniti sarebbero nati tutti gli altri draghi, compresi i draghi protagonisti delle varie leggende che sarebbero i sestogeniti. I successivi sono un po' meno noti.

Nato con la storia dell'uomo o prima?

Si dice che il drago abbia visto nascere il primo sole, abbia visto l'uomo formarsi ed evolversi aiutandolo in questa sua strada. Ma da dove esso arrivi non si sa, si è formato molto probabilmente da quel brodo primordiale dal quale è nato tutto il creato, quindi si potrebbe dire che si sia sviluppato insieme alle stelle e ai pianeti e poi alcuni di loro si siano stabiliti sulla Terra quando questa era ancora neonata.

Buono o cattivo o entrambe le cose?

A seconda del luogo la concezione cambia: il drago è considerato buono in oriente e malefico in occidente. Ma sia in uno che nell'altro luogo si hanno le eccezioni che rendono questa creatura vicino al concetto reale di esseri viventi: né totalmente buoni né totalmente cattivi, ma una via di mezzo ed è questa la nuova concezione che si ha del maestoso drago, grazie ai libri e ai film che ne hanno rimodernato l'immagine conservandone le caratteristiche salienti che lo rendono tanto caro alla fantasia: aspetto maestoso e pauroso, saggezza, grande forza, le ali da pipistrello, le poderose zampe artigliate, la capacità di sputare fuoco. A queste caratteristiche tipiche del drago occidentale per natura cattivo si è aggiunto un carattere più propenso ad aiutare le persone, talvolta a rischio della propria vita, sfatando l'immagine demoniaca che si aveva di esso.

La cultura orientale invece conserva la sua tradizione identificando nel drago un essere superiore benefico e protettivo per l'uomo, ma nel loro pantheon di draghi ne hanno alcuni malefici, in modo da equilibrare le energie. Qui la cultura e le leggende si fondono in qualcosa di unico e i draghi hanno una loro precisa suddivisione e un grado dal più elevato a più basso. Ognuno di essi è legato a un elemento e lo comanda. Sono onorati con una festa che si tiene tutt'oggi.
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Curiosità
Secondo alcune leggende sembra che il vampiro sia la progenie di un drago, accomunando così il vampiro al male per parentela col drago simbolo del male in occidente, luogo di origine della leggenda del vampiro stesso.

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Drago di Komodo

Forse in loro onore, e per la loro costante presenza nella fantasia, un rettile realmente esistente si fregia dell'appellativo di drago: il “drago di Komodo”.
Un rettile gigante lungo più di tre metri e pesante più di un quintale.
Vive proprio nell'isola di Komodo e in altre isole dell'arcipelago indonesiano, dove si nutre di maiali, capre, bufali, cavalli, draghi di dimensioni inferiori e esseri umani.
Si riproduce depositando le uova in un numero variabile da 15 a 40 alla volta.
Alla loro mole corrisponde anche una formidabile forza e una grande abilità di predatori, oltre che una notevole velocità di movimento. Caratteristica particolare e che spesso cacciano in gruppo (questo li differenzia un po' dai draghi che venivano descritti come creature solitarie), riuscendo a uccidere immediatamente la preda grazie alle possenti mascelle e alle unghie affilate, che provocano alle prede che non muoiono subito mortali infezioni permettendo così al drago di komodo di recuperare lo stesso il suo pasto, senza scomporsi per rincorrerlo.

Oggi sono una specie protetta e sono diventati un'attrazione turistica per il posto.
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GERARCHIA DEI DRAGHI
Questa creatura affascinante ha destato da sempre la curiosità delle persone e in particolare degli studiosi che crearono una vera e propria gerarchia dei draghi:
1)Dragongods: i primogeniti ovvero i draghi originari, non avevano suddivisione in sottorazze e ognuno era unico; sono immortali ma non invincibili ma solo un dio li potrebbe affrontare. Si ritiene che siano così antichi da aver visto il primo sorgere del sole .
2)Demigods dragons: i secondogeniti; i più antichi draghi mortali; anche questi sono privi di sottorazze e non possono essere sconfitti da nessun essere umano.
3)Ancient dragons: i terzogeniti. Hanno una suddivisione in razze. Le leggende sono nate tutte attorno a questa stirpe, o meglio i protagonisti delle leggende discendono da loro. Vivono solitamente nelle loro tane, dalle quali escono di rado.
4)Grandi Wyrm: i quartogeniti, sono i più potenti tra i draghi comuni, ma ancora molto potenti per essere sconfitti da un uomo, infatti per poterlo abbattere gli uomini si dovrebbero organizzare come se andassero in guerra.
5)Venerabili: i quintogeniti. Sono responsabili della fine di numerosi regni
6)Draghi anziani: i sestogeniti. Sono i protagonisti di tutte le leggende. Sono i bersagli dei vari cacciatori di draghi.
7)Draghi maturi: i settimogeniti. Sono i draghi adulti e sono il bersaglio degli apprendisti cacciatori di draghi.
8)Draghi giovani: gli ottavogeniti. Non hanno ancora raggiunto i 100 anni e sono deboli e alla portata di qualsiasi avventuriero di medio livello.
9)Nuovi nati: i nonogeniti. Sono i cuccioli di drago che non hanno ancora imparato a usare le loro armi. Non superano i 20 anni.
10)Dragonet, Pseudodragons, Faerie Dragons (draghi molto piccoli con ali da farfalla): gli ultimogeniti cioè le ultime sottorazze dei draghi, molto più piccoli dei loro antenati.
11)Serventi: sono un tipo di drago particolare creato da un drago potente e possono arrivare fino a 3 generazioni, ma ogni generazione successiva sarà più debole di quella precedente. La forza in questo caso non dipende dall'età.
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TIPOLOGIE DI DRAGHI: ROSSI E NERI

Draghi neri: malvagità e astuzia.
Draghi rossi: male dirompente.
Sembra che possiedano poteri magici in misura ridotta rispetto ai loro antichi progenitori.

Dalle leggende si capisce che la concezione occidentale dei draghi derivi dai drago primordiale Tiamat del mito mesopotamico.
Secondo questo mito in origine esistevano due tipi di drago: nero e blu profondo, i draghi della notte e degli abissi. Infatti i primi due draghi che furono concepiti furono uno nero e l'altro blu: le due razze più antiche.
Tiamat è infatti un drago nero, il primo di cui si abbia notizia ed è anche una creatura primordiale, da lei si generarono gli dei e i mostri ovvero altri draghi neri simili a lei nell'aspetto.
I draghi neri erano voraci e divoravano qualsiasi animale o persona gli capitasse a tiro e bevevano avidamente il latte direttamente dalle mammelle delle mucche, procurando loro grande dolore.
Il loro flagello fu affrontato dagli eroi che riuscivano ad avere la meglio su di loro, malgrado la loro smisurata forza. Col passare del tempo la grande caccia ai draghi li portò all'estinzione.

Dai draghi neri ebbero poi origine i draghi rossi. Sembra che ciò avvenne quando il dio Marduk (divinità mesopotamica) catturando i figli di Tiamat li scaraventò negli inferi, dove le fiamme roventi fecero cambiare colore alle loro squame da nero a rosso e ciò li rese immuni dal fuoco.
Nacquero così i draghi rossi delle leggende greche.

Alcuni draghi rossi non riemersero subito dagli inferi, ma prolungarono la loro permanenza in quei luoghi e le loro squame cambiarono ancora colore diventando nere, inoltre questa prolungata permanenza negli inferi li rese più potenti e temibili come avversari.

Quindi sia i draghi rossi che neri da noi conosciuti, tramite le numerose leggende che li vedono protagonisti, ebbero origine dalla progenie mostruosa della creatura primordiale Tiamat, ma rispetto a essa avevano meno potere.


Un discorso a parte merita l'Idra, una sottospecie dei draghi neri. Secondo la leggenda l'Idra ha molte teste come Apsu (altra creatura primordiale: un drago gigantesco dalle moltissime teste e con una enorme bocca centrale) e se una viene tagliata al suo posto ne spuntano altre, in un numero compreso tra due e sette. Sono in grado di spruzzare veleno e per la maggior parte sono abitanti degli abissi. Tra le più famose ricordiamo l'Idra di Lerna affrontata e sconfitta da Ercole in una delle sue dodici fatiche e Scilla, uno dei due mostri mitologici che infestano lo stretto di Messina. Quest'ultima abiterebbe nelle profondità dello stretto e tenderebbe agguati ai naviganti per procurarsi il cibo.
Questa varietà di draghi neri ucciderebbe per il puro piacere di uccidere.
Sono, secondo le leggende medioevali, la cavalcatura di perfidi stregoni e sempre secondo il mito non possiedono alcun potere magico, che invece gli altri draghi hanno, e questo le rende inferiori in un duello con un drago che, malgrado di stazza e forza inferiore, ha la meglio su di loro.

Dimensioni draghi neri comuni:
1)corpo massiccio e andatura su quattro poderose zampe
2)20 mt al massimo esclusa la coda
3)apertura alare grande più della loro lunghezza
4)muniti di corna
5)coda con aculei
6)schiena percorsa da scaglie ossee appuntite (utili nei combattimenti con i propri simili)
7)occhi simili a quelli di una tigre o un leone (negli altri draghi sono simili a quelli di una lucertola)
8)soffi: fuoco, acido, gas mortali, bava appiccicosa

Alcuni draghi neri differiscono da questa descrizione in quanto cresciuti in pozzi assunsero forma serpentiforme, incapacità a soffiare qualsiasi veleno ma temibile capacità di stritolare le proprie prede e le fauci sono così potenti da troncare una quercia con un solo morso.
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GRANDI DRAGONI
Non tutti i draghi furono catturati da Marduk, alcuni di essi, i più potenti cioè i Grandi Dragoni, si rifugiarono nelle loro tane e vi restarono per molto tempo, agendo dall'ombra di esse per danneggiare.

Tra di essi si può annoverare Tiamat, la progenitrice di tutti i draghi a quanto sembra, e anche Tifone. Quest'ultimo per aspetto è simile all'idra, ma molto più potente in quanto creatura primordiale: corpo massiccio, camminava eretto su due zampe, alto quanto una montagna, dotato di cento (o mille teste) teste e di una grandissima bocca sul petto dalla quale vomitava fuoco e gas venefici.
Sembra che essi siano principalmente femmine.
A parte qualche rara eccezione vivrebbero in tane profondissime, molto vicini al nucleo della Terra (sono immuni al fuoco).
Hanno ereditato da Tiamat il dono della magia.
Si circondano di servitori che arruolano tra le creature della natura e le usano per difendere gli accessi alla loro tana e per svolgere gli incarichi in superficie.
Escono di rado dalle loro tane, dove rimangono a sonnecchiare e talvolta nuotano nel magma, provocando in tal modo le eruzioni vulcaniche e terremoti, che scatenano anche quando escono in superficie.
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DRAGHI D'ACQUA
Categoria di draghi a se stante sono i draghi d'acqua. Essi hanno corpo serpentiforme lungo 8 – 9 metri e al posto delle zampe hanno le pinne proprio come i pesci, per meglio muoversi nel loro elemento. L'unica cosa che fa pensare che le pinne siano state delle zampe sono gli artigli che esse hanno sui margini.
Il corpo affusolato e le pinne gli permettono di muoversi agilmente e velocemente in acqua, rendendolo praticamente instancabile. Grazie alla vasta capacità polmonare possono tornare in superficie meno di una volta ogni 24 ore.
La testa ha forma allungata con fauci enormi e denti appuntiti lunghi 10 cm, mentre gli occhi sollevati gli permettono di nuotare a pelo d'acqua senza farsi vedere, tenendo solo gli occhi fuori, in modo da avventarsi sulla preda sfruttando il fattore sorpresa. Gli occhi sono inoltre dotati di membrana come quelli dei pesci e questo permette al drago di vedere benissimo anche sott'acqua.

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DRAGHI DELLE ALPI
Draghi dalle caratteristiche simili nell'aspetto si riscontrano sulle alpi, ma qui il drago ha un solo occhio costituito da un enorme brillante e porta la corona, dispone di ali per volare e si riunisce con i suoi simili per danzare nella notte.
Vivono in profonde caverne dalle quali escono di notte per procacciarsi il cibo.
Con le loro ali arrivano a sorvolare i grandi ghiacciai sfidando e battendo le aquile nei loro domini, in quanto veri signori delle montagne, poiché riescono a vivere in quei luoghi dove nessuno potrebbe sopravvivere.
Spesso li si può trovare posati su rupi o mimetizzati sugli alberi in attesa della preda.
A differenza dei draghi d'acqua le serpi montane possono avere o meno le zampe.
Questi demoni delle montagne sembra possano essere vinti solo dalla potenza dei santi o di valorosi guerrieri.

Spesso gruppi di serpi-drago sono comandate da una bellissima e malefica donna, la loro regina. Ella è custode, insieme alle sue creature, di immensi tesori, ed è la trasformazione di una donna perfida.
Dotata di corona e di veleno anch'ella come le serpi ama fare il bagno e per farlo si toglie la corona che deposita sulla riva del lago, mentre il veleno lo nasconde in rupi inaccessibili agli esseri umani. Infatti se un uomo si impossessasse del veleno lei sarebbe morta. Questo non sarebbe avvenuto se invece le fosse stata rubata la corona, e chi riusciva in tale ardimentosa impresa doveva ritenersi felice non solo del bottino ma di essere riuscito a portare a casa la pelle.



Fonti:
http://geocities.yahoo.com
www.mondimedievali.net
www.ilguerriero.it
www.satyrnet.it
http://bluedragon.it
http://olay.bazaar.net
www.croponline.org
www.animalplanet.it
Leggende delle Alpi
Miti e saghe vichinghe

venerdì 16 gennaio 2009

Truffa alla nigeriana

Sembrerebbe impossibile che qualcuno ci caschi ancora in queste truffe, ma ci sono ancora degli ingenui che ci credono.
Purtroppo non tutti i truffati hanno poi il coraggio di denunciare il fatto, ma non è questo il caso.

Leggete questo articolo direttamente nel blog di Paolo Attivissimo
Resoconto di una truffa

sabato 10 gennaio 2009

Errore dmrc e permessi dei file

A volte può capitare, avviando Ubuntu, di vedere uno strano messaggio che accenna a un errore del file DMRC, che dovrebbe avere certi permessi (il messaggio indica 644), mentre la home dell'utente dovrebbe avere altri permessi..

Solitamente è la conseguenza di qualche cavolata fatta sui file nascosti della nostra home..

Il rimedio è semplicissimo: come descritto nello stesso messaggio di errore, dobbiamo semplicemente cambiare i permessi sia alla nostra home che al file nascosto dmrc.

Vediamo i comandi che dobbiamo dare in sequenza:
chmod 755 /home/NostroNomeUtente
chmod 644 .dmrc


Il primo comando rende la nostra home utente di proprietà completa del nostro utente (7=rwx=lettura, scrittura ed esecuzione), e di sola lettura ed esecuzione per gli altri utenti (5=r-x=lettura ed esecuzione)

Il secondo comando agisce invece sui permessi del file nascosto .dmrc (notare il punto davanti al nome del file), rendendolo di sola lettura e scrittura per il proprietario (6=rw-=lettura e scrittura) e di sola lettura per gli altri (4=r--=lettura)

Infatti i codici numerici dei permessi sono:
0=---=nessun permesso
1=--x=esecuzione
2=-w-=scrittura
3=-wx=scrittura ed esecuzione
4=r--=lettura
5=r-x=lettura ed esecuzione
6=rw-=lettura e scrittura
7=rwx=lettura, scrittura ed esecuzione

mercoledì 24 dicembre 2008

Buone Feste

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Epifania - Befana - Re Magi

BEFANA
(fonte Wikipedia)


















Le origini della festa si perdono in riti propiziatori di origine pre-cristiana legati alle coltivazioni.
Infatti essa simboleggiava la natura ormai consumata da un anno di doni elargiti agli uomini, sotto forma di frutti della terra, che ormai stanca e priva di altri doni moriva per rinascere come anno nuovo pieno di nuovi frutti. Questo passaggio dal vecchio al nuovo in alcuni luoghi d'Italia viene festeggiato bruciando un fantoccio rappresentante la madre terra o befana, da queste ceneri ella sarebbe rinata a nuova vita che si sarebbe consumata nel giro di un nuovo anno. E così via anno dopo anno.
La tradizione che porta i doni si rifà al fatto che prima di morire a cavallo di una scopa portava in dono i suoi ultimi frutti agli uomini, in modo che potessero seminarne i semi per avere altri frutti.

Questi riti furono indicati come demoniaci dalla chiesa, e col tempo furono poi visti come tali. Però in molte tradizioni locali rimasero, così la chiesa li assorbì trasformandoli nella festività cristiana dell'Epifania, alla quale è correlata la figura della Befana. Essa prende il significato di apparizione e/o manifestazione, il tutto legato all'arrivo dei Re Magi.

Oggi la festa è vista da un punto di vista cristiano e la befana è diventata una sorta di nonnina buona che dispensa doni ai bambini: dolci a quelli buoni e carbone a quelli cattivi. Continua a tenere il suo aspetto da strega, ma da strega buona sorridente che non spaventa.

Infatti secondo la tradizione cristiana tale figura si deve a una donna alla quale i Re Magi chiesero informazioni per raggiungere la grotta dove era nato Gesù, e che non li volle seguire per andare ad adorare il Messia, ma poi pentitasi si mise in cammino senza riuscire a trovare la strada e, nella speranza di trovare Gesù per lasciargli il suo dono, lasciava doni a tutti i bambini che incontrava lungo il cammino.
Da allora ella continuò ogni anno, dodici giorni dopo il Natale, a girare tutto il mondo a cavallo della sua scopa e lasciare doni a tutti i bambini.

L’iconografia classica raffigura la Befana come una vecchina dal naso aquilino che indossa un gonnellone scuro e ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate.


I Re Magi

(fonte Wikipedia)

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La festa dell'Epifania alla quale è legata la figura della Befana, coincide nella tradizione cristiana all'arrivo dei Re Magi alla grotta dove nacque Gesù, alla quale furono guidati da una stella cometa.
Essi non erano dei maghi ma degli studiosi che portarono al Messia tre doni: oro (omaggio alla sua regalità), incenso (omaggio alla sua divinità) e mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice) e lo adorano.

Essi erano sacerdoti orientali della religione zoroastriana venuti ad adorare l'unico Dio e a portargli dei doni.
Più avanti i sacerdoti furono trasformati in re e non provenivano solo da un luogo ma bensì da 3 luoghi: Europa, Asia e Africa. Questo a simboleggiare la missione redentrice di Gesù per tutta la terra.

Sui luoghi della loro sepoltura si hanno varie ipotesi: Marco Polo affermava di averli visitati in Persia; un'altra tradizione voleva che le loro reliquie fossero custodite nella “cappella dei Magi” a Milano, ma che da qui fossero state trafugate e portate a Colonia, nella basilica di Santa Sofia, dove sarebbero tutt'ora. Però all'inizio del 1900 alcune delle reliquie furono restituite a Milano e ricollocate nella “cappella di Magi” in Sant'Eustorgio.
Molti luoghi in Francia, Italia, Svizzera e Germania si fregiano dell'onore di avere ospitato le reliquie durante il tragitto e in molte chiese si trovano ancora frammenti lasciati in dono.

Sulla stella cometa vi sono stati diversi studi per identificarla, ma il più avvalorato è quello che la identifica come una tripla congiunzione di pianeti: di Giove (nell'astrologia ellenista rappresentante la regalità) con Saturno (giustizia) nella costellazione dei Pesci (segno d'acqua rappresentante il popolo ebraico), evento che, nella sua ripetitività nello stesso anno, si verifica ogni 805 anni. Nel febbraio del 6 a.C., invece, vi furono simultaneamente le congiunzioni di Giove con la Luna e di Marte con Saturno, entrambe nella costellazione dei Pesci (Keplero).

In alcuni luoghi vengono festeggiati al posto della Befana.


L'Epifania nel mondo

(fonte Wikipedia e http://www.ilnatale.org/epifania/befana.htm)

SPAGNA: qui il 6 gennaio si festeggiano i Re Magi e secondo la tradizione si lascia dell'acqua per i cammelli. Si fanno anche delle parate a cavallo in loro onore.
In Catalogna Melchiorre è un personaggio di carnagione chiara che porta ai bambini dei gingilli; è vestito come un sovrano medioevale e, nonostante sia il più giovane dei tre, è bianco di barba e di capelli, per la punizione ricevuta da Gesù per aver dato eccessivo risalto alla sua forza e giovinezza. Gaspare è anche lui di carnagione chiara, con un costume simile ma ha i capelli castani e porta con sé i giocattoli. Baldassarre è invece di carnagione scura ed è vestito come un arabo o un moro. Il suo compito è quello di lasciare un pezzo di carbone ai bambini che sono stati cattivi.

FRANCIA: il giorno dell'epifania viene fatto un dolce speciale al cui interno viene nascosta una fava e chi la trova diventa re o regina della festa, proprio da questa usanza deriva il nome del dolce: “dolce dei re”.

RUSSIA: questo giorno non viene festeggiata la befana ma il Natale, come tradizione della chiesa greco-ortodossa. I regali qui vengono portati da Padre Gelo accompagnato dalla Babuschka, una simpatica vecchietta.

GERMANIA: si festeggiano i Re Magi, ma non è neanche un giorno di festa, infatti i grandi lavorano e i bimbi vanno a scuola. Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio i ragazzi girano per le strade dei paesi e segnano con il gesso, sulle porte delle case, le cifre dell’anno in corso e la sigla KMB (la sequenza può variare): viene simboleggiata una beneaugurate visita dei Magi (Kaspar, Melchior e Balthasar) alla casa, per portarvi prosperità per l’anno in corso.

ISLANDA: il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo, perchè da Natale fino a questa data trascorrono 13 giorni. Questo è l'ultimo giorno del periodo festivo nel quale si dice addio al Natale. Si inizia con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l'ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo ( il primo Babbo Natale arriva l' 11 dicembre e poi ne arriva uno ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre in poi ne va via uno al giorno). La fiaccolata finisce con un falò e con dei fuochi d' artificio.

UNGHERIA: si festeggiano i Re Magi e i bambini, secondo la tradizione, vanno di casa in casa con un presepe e ricevono dei soldini.

ROMANIA: si festeggia l'arrivo dei Re Magi ed è un giorno festivo. Ancora oggi in alcuni paesi i bambini vanno lungo le strade e bussano alle porte per chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Di solito come compenso ricevono qualche spicciolo. Anche i preti vanno di casa in casa per benedire le case.