I MIEI LAVORI - IN VENDITA
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giovedì 15 aprile 2010

Prima pubblicazione

Udite... udite... un mio raccontino è stato pubblicato on-line sul sito "SogniHorror"

Non sono entrata nella classifica del podio, però da una certa soddisfazione essere pubblicati.


Sono graditi commenti.

Ciao :D

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Oppure potete leggerlo qui sotto:

TERRORE IN CANTINA
di Quinson Loredana

“Ancora! È la terza volta che si fulminano le lampadine! Meglio che vada a prendere una torcia... ma cosa... c'è qualcuno?” la voce le tremava e sentiva freddo
Una folata, quasi un sospiro, d'aria calda l'aveva investita proprio sul collo. Ma lì, in quell'oscurità, c'era solo lei, lei con la sua paura. Una paura che aveva già provato altre due volte, le due volte precedenti in cui era mancata la luce: sei lampadine si erano fulminate tutte insieme, proprio come in quel momento, le lampadine si erano accese e spente più volte fino a spegnersi completamente.
Dal cancello sul cortile il vento freddo che sferzava l'aria entrò con prepotenza, ma quella che Niky sentì sul collo, per la seconda volta, era aria tiepida, tiepida come il respiro di qualcuno. Ma per la seconda volta non vide nessuno. La torcia non illuminò altro che pareti sporche e le porte chiuse delle altre cantine. Nessun rumore. Solo quell'aria calda e la sua sensazione di essere osservata.
Salì di corsa le scale della cantina e si chiuse il cancello alle spalle per non essere seguita.
Quando entrò nell'appartamento era agitata e aveva il fiatone. Il cuore le batteva in petto come un martello pneumatico. Si sedette per calmarsi, ma la paura non l'abbandonò. Era sicura che qualcuno l'avesse osservata da molto vicino in quel buio.
Solo dopo lungo tempo si rese conto che doveva ritornare in cantina: aveva bisogno di alcuni oggetti che conservava lì. Anche se non voleva, doveva ritornare. Il cuore tornò a batterle velocemente.
Prese la torcia e prese le scale, scendendo piano i quattro piani che l'avrebbero portata al cancello della cantina nell'atrio dell'edificio.
Aprì il cancello e illuminò la scala. Osservò per un po' quel chiarore, avendo la sensazione che non riuscisse a spezzare il buio, come se delle ombre non volessero essere illuminate. Per un istante vide un lieve bagliore. Guardò di nuovo ma non vide nulla. Tirò un sospiro, poi un altro e ancora uno, poi scese piano la prima rampa e al bivio guardò a destra e accese la luce. Il chiarore improvviso la spaventò e tranquillizzò nello stesso tempo. Esplorò il corridoio delle cantine superiori e non vide nulla e nessuno.
Ritornò al bivio e svoltò a sinistra. Premette l'interruttore della luce e queste si accesero. Felice corse lungo la rampa per prendere in fretta ciò che le serviva e andarsene via. Ma a metà della scala la luce iniziò a tremolare e poi si spense. Il buio profondo l'avvolse come una coperta fredda. Si arrestò ad ascoltare il silenzio. Poi un sospiro la fece trasalire. Si voltò di scatto con la torcia accesa ma non c'era nessuno. Di nuovo il sospiro, stavolta davanti. Il fascio di luce illuminò il nulla.
Iniziò a scendere gli ultimi gradini che conducevano al corridoio della sua cantina. Si fermò e decise di risalire per andare via. Sentiva la necessità di fuggire da quel posto.
Corse su per la rampa mentre l'ululato del vento della strada riecheggiava nei corridoi delle cantine come un sinistro presagio. Corse più veloce, senza pensare che avrebbe potuto inciampare e cadere. Si rese conto con angoscia che le scale non finivano. Ormai avrebbe dovuto essere arrivata.
Con la torcia bassa e il fiatone si rese conto che era davanti a una porta. Il cancello della salvezza. Alzò la torcia e allungò la mano per aprirlo, ma la bloccò a mezz'aria: era la porta della sua cantina. Come aveva potuto correre in tondo? I corridoi delle cantine erano dritti e con un solo lato che faceva da ingresso e uscita.
La luce riflessa sulla porta iniziò a tremare come la sua mano. Si girò di nuovo su se stessa e fece per andarsene nuovamente, anche se temeva che non avrebbe ottenuto un risultato migliore. Poi si ricordò di avere il cellulare. Lo prese e chiamò. Ma la chiamata non partiva mai. Mentre aspettava che la chiamata giungesse a destinazione si incamminò. Il cellulare si spense per mancanza di segnale. Girò a destra e poi a sinistra e vide il cancello d'ingresso. Mai una porta di metallo le era sembrata tanto bella. Riuscì a uscire e chiuse il cancello a chiave. Non sarebbe mai più tornata in cantina. Si voltò... non riusciva a credere a quello che vedeva: la porta della sua cantina era lì e quello non era più l'atrio del condominio, era il corridoio delle cantine. L'incubo non era finito.
La porta di legno era davanti a lei scura e minacciosa come non le era mai sembrata. Da sotto di essa filtrava una luce giallognola. C'era qualcuno dentro. Aveva la sensazione di essere osservata attraverso quelle assi di legno.
Sentì un sussurro, poi un altro e un altro. Era circondata. Illuminò con la torcia attorno a sé ma non vide nulla. Poi l'oscurità si mosse. Rimase a illuminare quel punto. Fece dei passi in direzione opposta senza distogliere lo sguardo. Ma qualcosa la bloccò. Si girò di scatto con la torcia, ma un tocco gliela fece cadere di mano. La vide rotolare a terra e fermarsi a illuminare l'angolo di una delle porte di legno.
“Entra! Vieni mia cara, è da molto che ti aspetto.” sussurrò una voce dolce ma autoritaria alle sue spalle.
Lì c'era la sua cantina. C'era veramente qualcuno dentro.
Si voltò, impossibilitata a fare il contrario di quell'ordine. Non aprì con le chiavi, ma spinse la porta ed entrò. Davanti a lei vide un uomo che la osservava. In quell'istante seppe che era il suo lo sguardo che aveva percepito prima e le volte precedenti. Era elegante nel suo completo scuro. La luce gli disegnava ombre ipnotiche sul viso evidenziandone i tratti mascolini. Il suo sguardo fu catturato dai suoi occhi scuri e profondi che sembravano inghiottire la luce e la sua volontà, perché si avvicinò a lui, malgrado la paura le dicesse di andarsene. Non era padrona di sé. Continuava ad avvicinarsi finché le sue mani la cinsero forte. La guardava sorridendole dolcemente mentre poco a poco le forze le venivano meno e sentiva il cuore battere sempre più lentamente. L'oscurità prevalse quando si sentì svenire. Percepì le labbra dell'uomo su di lei, poi i suoi denti sembravano mordicchiarla. Pensò che la volesse violentare. Aprì gli occhi e vide l'uomo trasmutare: i suoi occhi erano due pozzi neri, la pelle sembrava emanare energia pura, che sentiva scorrere sul proprio corpo, e in bocca aveva del sangue. Si guardò il braccio e vide che proveniva da lì... non percepiva dolore ne aveva voglia di urlare. Eppure avrebbe dovuto sentire dolore e urlare per esso.
“Non preoccuparti. Finirà tutto in fretta, mia dolcezza!” le sussurrò lui avvicinando il viso al suo e sfiorandole la guancia con un bacio. Una goccia di sangue le finì in bocca.
“Ora sarai per sempre mia!”
Sentì le forze abbandonarla e la vista le si oscurò di nuovo. Svenne.
Si senti sollevare poi non percepì più nulla. Pensò di essere morta, avvolta nel più assoluto silenzio.
Si svegliò avvolta da una luce soffusa. Sentì il suo sguardo su di sé. Lo cercò e lo vide accanto alla finestra che la guardava.
Si alzò e si diresse verso la porta. Uscì dalla casa. Era in una zona che non conosceva, ma riuscì a ritornare a casa propria. I nervi le cedettero e fece appena in tempo ad arrivare a letto.
Lo vide nei suoi sogni: il suo bel viso le sorrideva e la sua voce la cullava, poi vide i proprio sangue nella sua bocca e percepì il suo richiamo, il suo desiderio per il suo sangue e il proprio desiderio di compiacerlo. Non era possibile che veramente volesse andare da lui, eppure era così. Cercò di resistere.
Non riuscì a stargli lontano che una decina di giorni, poi dovette andare da lui. Aveva bisogno di lui come aveva bisogno dell'aria. Era notte quando il tassista la lasciò all'indirizzo indicatogli.
Il cancello si aprì appena lo toccò. Si incamminò per il giardino ben curato fino alla porta d'ingresso. Posò la mano sulla maniglia e per un momento rimase lì ferma, indecisa. Una parte di sé voleva andare via. Forse doveva darle retta.
“La porta è aperta se vuoi entrare. Se vuoi puoi andartene... se veramente riesci a stare lontano da me. Ma la tua vita sarà molto breve se non stai con me. Ti ho reso mia e se vuoi vivere mi devi stare vicino. Cosa vuoi fare?”
Sapeva che stava dicendo la verità, sentiva la sua mancanza e si sentiva languire per la sua lontananza, ma sapeva anche che se fosse rimasta sarebbe diventata come lui, l'avrebbe trasformata. Aveva fantasticato spesso sui libri di genere, ma che potesse accadere nella realtà... era pronta a tutto quello?
Lui le posò la mano sulla sua e girò il pomello. Spinse la porta e questa si aprì. Le teneva ancora la mano. Si portò il braccio alla bocca e lo baciò.
Lei incrociò i suoi occhi e lui la condusse dentro casa, capendo in quel momento il suo desiderio.
La fece accomodare su un divano e le si sedette accanto. Indugiò con le labbra sul suo collo e lei gli sussurrò:”Fallò!”.
Percepì i suoi denti sulla propria carne, ma non sentì dolore, solo il suo succhiare profondo e la sua estasi. Poi più nulla. Quando si svegliò sapeva che per lei era iniziata una nuova vita.

sabato 3 aprile 2010

venerdì 12 marzo 2010

Brochure presentazione attività

Ecco una mia creazione di un volantino pubblicitario di presentazione professionale di uno studio di ingegneria.
La brochure ha dimensione A4 e si articola su tre colonne sul fronte e tre sul retro.

Se siete interessati mi potete contattare alla mail: lqfantasia at gmail dot com



sabato 13 febbraio 2010

Un destino di sfida



Ecco una recensione di un libro che ho letto.










Dati del libro


Un destino di sfida
di Chelsea Quinn Yarbro
Ed. Gargoyle Books
Euro 16,50








Trama

Siamo in Austria all'inizio degli anni '20. Sfuggito alla prigione della Russia post-rivoluzionaria, Saint-Germain si imbatte in un'orfana di sette anni, Laisha, e la porta con sé nel suo castello in Baviera; divenutone di fatto il tutore, sperimenta per la prima volta nei suoi 4000 anni qualcosa di molto simile alla paternità. Vede così Laisha crescere da bimba spaventata a splendida e vivace fanciulla.
Viaggiando di frequente nelle maggiori città d'Europa, la coppia prende visione di un mondo che sta vivendo grandi cambiamenti e in cui la nobiltà terriera è ormai agonizzante, mentre il nazismo bussa alla porta. Tre donne incrociano il cammino del Conte: una duchessa russa rifugiata a Parigi, un'avvenente vedova minacciata dall'arroganza del nuovo potere che va affermandosi in Germania e Madeleine de Montalia, la donna con cui il vampiro condivide la propria natura e il proprio segreto. Dopo che è stato commesso un crimine orribile, Saint-Germain sarà costretto a entrare in azione, con un gesto disperato che potrebbe avere come esito, perfino per lui, la vera morte.

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La mia recensione

Il libro delinea con maestria, ma senza entrare troppo nei dettagli, il periodo che va dal 1917 al 1928, in cui vari personaggi incrociano la strada del Conte Saint-Germain:
una duchessa russa decaduta, da lui amata e che conosce il suo segreto, che si rifugia a Parigi, dove lui la salva dalla miseria restituendole la voglia di vivere;
una vedova costretta a un matrimonio a causa della leggerezza del fratello defunto nel prendere prestiti con i nazisti, che aiuta a vivere la vita come desidera;
ma la persona più importante è la piccola Laisha, una bimba di sette anni che irrompe nella sua vita quando lui sta fuggendo dal carcere, dove sarebbe stato ucciso solo per essere ricco, e che, orfana e indifesa, conquista subito il conte con la sua tenacia.
La piccola si aggrappa a lui piena di speranza e Saint-Germain le si affeziona subito e ne diventa il padre a tutti gli effetti. Quando, essendo russa quindi straniera, viene brutalmente uccisa dai nazisti l'unico desiderio che alberga in lui è la vendetta, che puntualmente attua. Della sua incolumità non gli importa più nulla, anzi sembra proprio cercare la vera morte. Solo l'intervento di Madeleine lo fa tornare in sé. Lui, la donna e Roger, il suo fedele servitore, riescono così a fuggire e a trovare rifugio a Parigi.

Un affresco storico ben delineato in cui i personaggi si fondono, vivendo le loro vicende personali che li portano a incontrarsi e ad aiutarsi in determinati frangenti.
Un vampiro che non è predatore ma vittima degli eventi umani che gli tolgono quello che aveva di più caro.
La distruzione causata dalla guerra e dal movimento nazista, i problemi economici conseguenti a tutto, la decadenza della nobiltà e delle sue ricchezze.
Una cruda descrizione degli eventi dove l'onore e l'amore vengono insegnati da quella che le leggende tramandano come figura demoniaca.

sabato 6 febbraio 2010

GLABELS

Programma gratis per creare biglietti da visita ed etichette di vario tipo in ambiente Linux.
Intuitivo e di facile utilizzo, permette di assemblare velocemente l'etichetta, naturalmente dopo che si sono create le parti grafiche con gli altri programmi di grafica gratis disponibili sui repositori (non permette di creare grafiche particolari), a meno che non ci basti quello che il programma permette di fare con le opzioni grafiche in esso presenti.
Per quanto riguarda il testo il programma offre la possibilità di lavorare direttamente dal suo interno, con una scelta di font che dipende dalla quantità presente sul proprio computer.

Cosa molto utile di questo programma è il fatto che si lavora solo su una sezione, poi in fase di stampa quello da noi creato viene automaticamente moltiplicato per il numero di etichette presenti sul modello da noi scelto.

Per il tutorial

TUTORIAL GLABELS

Programma gratis per creare biglietti da visita ed etichette di vario tipo in ambiente Linux.
Intuitivo e di facile utilizzo, permette di assemblare velocemente l'etichetta, naturalmente dopo che si sono create le parti grafiche con gli altri programmi di grafica gratis disponibili sui repositori (non permette di creare grafiche particolari).
Per quanto riguarda il testo il programma offre la possibilità di lavorare direttamente dal suo interno, con una scelta di font che dipende dalla quantità presente sul proprio computer

Cosa molto utile di questo programma è il fatto che si lavora solo su una sezione, poi in fase di stampa quello da noi creato viene automaticamente moltiplicato per il numero di etichette presenti sul modello da noi scelto.

Vediamolo nel dettaglio.

MENU' FILE
  • new apre un nuovo lavoro del quale si scelgono le caratteristiche tramite la finestra che si apre:


  • open apre un lavoro già fatto
  • recents files permette di aprire i file recenti su cui si è lavorato
  • save salva il lavoro senza chiedere nulla se è già stato fatto un primo salvataggio, altrimenti chiederà di dare un nome al file
  • save as salva un nuovo lavoro permettendo di dargli un nome
  • properties la finestra permette di scegliere il tipo di foglio di lavoro (US-letter, A4, A5, A6, ecc) e il tipo di lavoro (biglietti da visita, etichette per CD, etichette rettangolari, ecc) e si può orientare l'etichetta in orizzontale o verticale a seconda se si seleziona la voce “girare”. Quest'ultima voce in alcuni casi non è disponibile, ad es. con le etichette per CD non c'è. Questa voce la si usa se in fase di apertura di un lavoro nuovo abbiamo dato determinate impostazioni e poi a lavoro ultimato scopriamo che altre caratteristiche sarebbero migliori. Agendo tramite “properties” variamo le impostazioni e in fase di stampa avremmo il lavoro con queste caratteristiche e non con quelle con cui lo si era aperto.

  • close chiude il lavoro su cui stiamo lavorando
  • quit esce dal programma


MENU' EDIT

Qui troviamo i comandi di uso più comune, riportati in parte anche sulla barra degli strumenti in alto.

Cut (tagliare), copy (copiare), paste (incollare) sono i comandi in comune tra il menù e la barra degli strumenti.
In più nel menù troviamo: delete (cancellare), select all (seleziona tutti) e unselect all (deseleziona tutti).
Ultima voce del menù è:
Preferences qui alla voce “impostazioni nazionali” possiamo decidere l'unità di misura tra punti, pollici e millimetri e scegliere tra US-letter e ISO A4 per la dimensione della pagina. In questo modo potremmo lavorare con le dimensioni che ci sono più comode.



MENU' VIEW

Da questo menù quello che useremo saranno i vari zoom che possiamo trovare in posizione comoda nella barra degli strumenti in alto.

  • zoom in ingrandisce l'immagine
  • zoom out rimpicciolisce l'immagine
  • zoom 1 to 1 ci fa lavorare sull'immagine alle sue dimensioni reali
  • zoom to fit fa occupare all'immagine lo spazio della finestra di lavoro


MENU' OBJECTS

Troviamo i comandi per lavorare sugli oggetti.

Alla voce “create” troviamo:
  • text per creare un testo
  • box per creare un rettangolo o un quadrato
  • line per creare una linea
  • ellipse per creare un'ellisse o un cerchio
  • imagine per inserire un'immagine
  • barcode per inserire un codice a barre

Abbiamo poi “order”:
  • bring to front ci permette di posizionare in primo piano un oggetto o un testo
  • send to back ci permette di spostare sullo sfondo un oggetto o un testo

Ala voce “rotate/flip” abbiamo:
  • rotate left permette di ruotare un oggetto, un testo, o più oggetti e testi (purché selezionati tutti insieme) a sinistra
  • rotate right come sopra solo che la rotazione avviene a destra
  • flip horizontally e flip vertically spostano e riflettono l'oggetto o gli oggetti selezionato/i in orizzontale e in verticale






testo originale












flip horizontally













flip vertically








Per selezionare più oggetti insieme basta tenere premuto il tasto Ctrl e poi cliccare col tasto sinistro del mouse su tutti gli oggetti sui quali si vuole agire.

Per ridimensionare proporzionalmente un oggetto: tasto Ctrl+tasto sx mouse.




TESTO

A seconda della linguetta di menù si eseguono le varie operazioni disponibili.


Dalla scheda testo si procede con l'inserimento della scritta, come nell'immagine di cui sopra.
Non possiede un correttore di ortografia automatico, quindi bisogna fare attenzione a ciò che si scrive e assicurarci che sia esatto prima di procedere con la stampa.

Dopo aver inserito la scritta possiamo procedere con la scelta dello stile che riteniamo più appropriato al caso, agendo sui comandi presenti nella seconda linguetta denominata “stile”.
Quindi sceglieremo:



  • il font (qui la disponibilità dipende da quanti font abbiamo presenti sul computer)
  • la dimensione che va da un minimo di 1 a un massimo di 100
  • lo stile, con cui possiamo decidere se fare la scritta in grassetto o in corsivo o tutte e due le cose
  • il colore che ci permette di scegliere il colore del nostro testo tra uno di quelli preimpostati o di personalizzare la tonalità che più preferiamo

  • allineamento ci permette di allineare il testo a sinistra, al centro o a destra. Se si vuole giocare con gli allineamenti diversi bisognerà scrivere il testo in più riprese, come vediamo qui sotto:


  • spaziatura con questo comando decidiamo l'interlinea da dare al nostro testo, possiamo immettere direttamente il numero oppure muoversi con i tasti freccia. Come per l'allineamento se vogliamo dare spaziature diverse al testo lo dobbiamo scrivere in più riprese.


Font, dimensione, grassetto e/o corsivo, allineamento e colore del testo li si può scegliere anche dalla barra degli strumenti in basso.



Possiamo poi decidere dove posizionarlo agendo sugli assi X e Y che troveremo nella linguetta posizione.


Da ultimo abbiamo la possibilità di decidere se dare un'ombra al nostro testo oppure no, agendo sui comandi presenti nell'ultima linguetta denominata “shadow”.
Se decidiamo di dare un'ombra al testo dovremmo selezionare la scritta “enable shadow”.
Dopo di che agiremo sull'ombra decidendo la sua posizione sugli assi X e Y (X Offset e Y Offset) e il colore dalla tabella che appare dal menù a tendina, scegliendo tra predefinito (grigio chiaro), uno dei colori già presenti oppure personalizzando una tonalità a nostro piacere.
Da ultimo possiamo scegliere l'opacità dell'ombra, di default è 50%, ma i valori vanno da un minimo di 0% a un massimo di 100%. Naturalmente se si vuole dare un'ombra alla scritta dare valori troppo bassi, tra 0 e 9, non ha alcun senso in quanto è come se non ci fosse alcuna ombra.

COMANDI OGGETTI
Tramite i comandi di cui sopra possiamo inserire nella nostra area di lavoro testo (di cui abbiamo già parlato) e delle immagini:
  • quadrati e rettangoli
  • linee
  • cerchi ed ellissi
  • inserire immagini
Col tasto freccia il cursore permette di selezionare gli oggetti presenti nell'area di lavoro (tasto ctrl+tasto sinistro del mouse si possono selezionare più oggetti).

Rettangolo e cerchio hanno gli stessi comandi:
  • linea si sceglie la larghezza della linea e il suo colore
  • riempimento permette di scegliere il colore del riempimento tra quelli preimpostati oppure creando un colore di nostro gusto.


  • dimensioni si impostano larghezza e altezza dell'oggetto nell'unità di misura da noi preimpostata
  • posizione si definisce la posizione dell'oggetto in base agli assi X e Y, sempre nell'unità di misura da noi preimpostata
  • shadow premette di lavorare sull'ombra scegliendo lo spostamento sugli assi X e Y, il colore e l'opacità
Nella barra di stato in basso quando si lavora sugli oggetti sono attivi: colore riempimento, colore linea e larghezza linea.


Per l'oggetto “linea” possiamo solo lavorare: linea, posizione, shadow e dimensione, dove però si lavora su larghezza e angolo al posto di larghezza e altezza. Nella barra di comando di cui sopra avremmo attivi solo il colore della linea e la larghezza della stessa.
Un piccolo esempio di ciò che si può fare con i comandi oggetti:
Sugli oggetti si possono usare i comandi del “menù objects” per ordinare, ruotare e allineare gli oggetti selezionati. A esempio:
Selezionando tutti gli oggetti insieme (tasto ctrl+tasto sinistro mouse) si agisce su tutti insieme creando un'immagine unica. In questo caso gli unici comandi attivi sono quelli della barra di stato in basso e solo colore riempimento e colore linea.
L'ultima icona è per l'inserimento di un'immagine.
Per inserire un'immagine si clicca sull'icona e posizionandosi sull'area di lavoro si clicca col tasto sinistro del mouse, apparirà un quadrato vuoto, qui verrà inserita l'immagine da noi scelta.

Da “file” si apre la cartella dove abbiamo salvato l'immagine che vogliamo inserire e per confermare clicchiamo su “apri”. L'immagine apparirà dove c'è il quadrato vuoto.
Ora possiamo lavorare sulle dimensioni agendo su larghezza e altezza tramite i tasti freccia o scrivendo direttamente le misure.
In basso, in questa finestra, abbiamo il tasto “ripristina dimensioni immagine”, con esso l'immagine viene ridimensionata alle misure massime dell'area di lavoro da noi scelta.
L'ultima serie di comandi riguarda la posizione, qui possiamo decidere dove posizionare l'immagine in base agli assi X e Y.
Sull'immagine possiamo agire con i comandi del menù objects e del menù view.


N.B. Come sicuramente avrete notato quando lavoriamo sugli oggetti (rettangolo, cerchio e immagine) la dimensione ha un simbolo di catena accanto, questo, quando è unito, serve a mantenere le proporzioni. Se clicchiamo col tasto sinistro del mouse la catena si spezza e si potrà agire separatamente sulle dimensioni, in questo caso però non verranno mantenute le proporzioni.
La linea è l'unico oggetto che non ha il simbolo della catena.
Quando abbiamo finito il nostro lavoro si procede con la stampa.
Da questo menù procediamo con le ultime scelte prima di stampare la nostra etichetta.
Qui decidiamo se stampare i bordi, l'immagine riflessa o se stampare i segni di taglio. Possiamo scegliere solo una di queste opzioni oppure tutte, a seconda delle nostre esigenze.
Da ultimo, prima di stampare, possiamo valutare l'anteprima di stampa. Se siamo soddisfatti diamo l'ok per la stampa. Dalla seconda linguetta, “stampante”, assicuriamoci che la stampate selezionata sia quella giusta.
Se decidiamo di stampare i bordi avremmo:
Stampando l'immagine riflessa avremmo:
Stampando solo i segni di taglio avremmo:

Piccolo esempio di ciò che si può fare con questo programma.
Procedimento:
  • si inserisce un'immagine
  • si crea un rettangolo dandogli l'ombra e un contorno un po' spesso
  • si posiziona l'immagine all'interno del quadrato e si porta in primo piano
  • si selezionano gli oggetti e si posizionano in centro
  • si inserisce il testo
  • si copia e incolla il testo e lo si sposta
  • selezionando la copia del testo si agisce su di esso tramite il flip orizzontale e poi si sposta la scritta