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giovedì 19 novembre 2009

Un tranquillo weekend di terrore...

Classico periodo in cui non ho quasi niente da fare (a parte la spesa) e non ho nemmeno tanta voglia di uscire (freddo e brutto tempo), così accendo il computer e comincio a giocare, ma a differenza dei pivelli che giocano con Lara Croft e con Final Fantasy (tanto per citare alcuni dei videogiochi più datati, che ho avuto ancora occasione di vedere in un lontanissimo passato... quando anch'io ero un pivello...), io gioco con un vero videogame da brivido, una cosa che sovente lascia senza fiato e che, talvolta, al termine di una partita vi ha fatto dimagrire di almeno 5 kg... io gioco direttamente con gparted!!!

In previsione della futura installazione di una nuova distribuzione per affiancare Ubuntu, ho deciso di separare la home dai dati, per lasciare questi in comune con l'altra, quindi ho avviato da CD Live, aperto gparted e controllato la situazione del mio disco (59 GiB sfruttati all'inverosimile tra root, swap e home di ubuntu) e ho scoperto che potevo farlo: spostando qualcosa di qua e qualcosa di la, riuscivo a smistare le due partizioni, quindi procedo!
Siccome ho visto che due giorni prima (venerdì) si era aggiornato il backup settimanale della mia partizione dei dati (che attualmente coincide con la home), non mi preoccupo moltissimo: in caso di necessità, posso sempre reinstallare la distribuzione e tutti gli applicativi (con un banale e comodissimo comando da terminale), recuperare tutte le mie configurazioni e personalizzazioni dal disco esterno e ritrovarmi immediatamente dentro la mia Ubuntu.
Ma questo eccesso di fiducia implica, a volte, un difetto di attenzione!!!
Fatto sta, che al termine delle varie operazioni, quando mancava un attimo alla fine dei lunghissimi spostamenti di partizioni effettuati dal buon vecchio gparted, ecco che appare una cosa che nessun partizionatore folle vorrebbe mai vedere: un messaggio che dice: “Gparted non ha potuto fare le modifiche richieste, in quanto sono occorsi degli errori!” e continua con una serie di codici alfanumerici e di frasi anglofone, la cui traduzione letterale potrebbe anche essere “il tuo disco si è appena fottuto!”
Per chiudere la finestra del messaggio c'è solo il tasto OK, che premo e gparted ricomincia a spostare il cursore a destra e sinistra, come l'occhio dei Cyloni di Galactica o i LED di Supercar, per poi dirmi immediatamente che non ho più il disco!!!
...
Mapporcacciazozza! Che vuol dire che non ho più il disco? Che caxxo si è fumato gparted? E soprattutto, perché non ne ha offerto?
...
Provo a riavviare il computer ed effettivamente pure il BIOS mi comunica il triste responso.
Ricontrollo col CD Live, ma non vede nulla che somigli nemmeno lontanamente a un disco rigido, quindi non posso nemmeno procedere con la drastica formattazione/reinstallazione (se non mi vede il disco, dove cacchio lo installo?), per cui mi ritrovo davanti a due scelte:
  1. esco un attimo, prendo la macchina, filo da mediaworld o chi per esso e acquisto un computer nuovo;
  2. accendo finalmente il cervello e comincio a riflettere su cosa possa essere successo e come possa rimediare.
Il mio primo impulso si blocca immediatamente, non appena guardo l'ora e mi rendo conto che è difficile che mediaworld sia aperto (non tanto per l'orario, quanto per il fatto che il telefonino mi dice che è domenica...) e soprattutto non appena valuto il contenuto del mio portafogli, reduce da un esborso alimentare folle durante il giorno precedente (sabato) senza aver ancora visto alcun rinforzo proveniente dall'amministrazione della Grande Società.

A quel punto, entra in gioco, per forza di cose, il secondo impulso: che diavolo è successo? Si è incasinata la tabella delle partizioni, quindi il disco non viene più visto dal sistema. Come posso rimediare? Non ne ho la più pallida idea! Cosa posso fare? Avvio col Live CD e cerco soluzioni: il forum di Ubuntu è del tutto inutilizzabile (essendo coinvolto in manutenzioni straordinarie e comunque la funzione di ricerca non è disponibile), google mi da ben poche speranze, i vari blog che seguo evidentemente non si sono mai trovati in questa situazione malgrado i loro autori si definiscano smanettoni incalliti, e non so più dove sbattere il browser... finché mi accorgo che uno dei primissimi risultati che google continua a propinarmi riguarda una discussione sul forum di zeusnews, dove un utente si lamenta per la perdita della propria casa (/home) a seguito di un errore di formattazione mentre installava un'altra distribuzione (come dicevo, appare continuamente tra i primi risultati proposti da google, malgrado risalga solo alla sera prima...) e la leggo, per cercare di scoprire se tra le mille cazzate che spara continuamente, quel dannato vampiraccio abbia consigliato in quella discussione qualcosa che potrebbe servire anche a me in questo frangente, e mi accorgo che viene segnalato di tentare un recupero con testdisk, asserendo comunque che il vampiro non l'ha mai usato e quindi non ha idea di come funziona... e in quel momento mi rendo conto che, nella mia cassetta degli attrezzi software mille-usi, ho anche system-rescue-cd, che contiene tra l'altro pure testdisk.
Proviamo!
Chiudo la sessione live, inserisco il cd e riavvio... vado alla schermata grafica (fluxbox) e dal menù recupero testdisk, lo avvio e lo lascio lavorare...
Al termine, mi dimostra che il disco c'è ancora, quindi provo a fargli ripristinare la tabella delle partizioni.
Dopo una lunghissima scansione, mi appaiono una serie di messaggi abbastanza confortanti, al termine dei quali mi chiede se voglio sovrascrivere l'attuale tabella delle partizioni con quanto ha ritrovato, e io acconsento.
Riavvio quindi il computer, pronto per vedere se tutto è andato bene, e lo sconforto mi coglie subito: immediatamente dopo il BIOS, appare un messaggio che indica che non è stato trovato un disco di sistema avviabile!
Che vuol dire? Non ho nessun floppy dentro, e nemmeno nessun CD, quindi devi partire dal disco rigido! Che vuol dire che non è un disco di sistema avviabile?
Riavvio il computer (tanto non riesco a fare nient'altro) con un CTRL-ALT-CANC e premo velocemente tante volte di seguito il tasto CANC, finché mi accorgo che il comando è stato accettato, e riesco quindi a entrare nel BIOS (devo fare così, visto che il messaggio per accedere al BIOS appare per un tempo non superiore a 3 decimi di secondo). Qui dentro, controllo l'ordine di avvio e vedo che è sempre come avevo impostato io nei millenni passati, ma qualcosa non mi convince nella sigla del disco rigido, per cui vado a vedere più a fondo e... in effetti la sigla indicata non corrisponde a nulla, mentre quella del mio disco rigido è messa come seconda voce (e da dove è spuntata quella prima voce? ma soprattutto, chi diavolo l'ha impostata al primo posto? non è possibile che testdisk mi abbia creato un nuovo disco, quindi deve essere qualche conseguenza dell'incasinamento combinato da gparted: una partizione fantasma che appare come disco rigido, ma senza nulla all'interno... oppure qualcuno mi è entrato nel computer e mi ha scompaginato il BIOS, ma credo che le probabilità siano nettamente a favore della prima ipotesi...)
Provvedo quindi a eliminare drasticamente la voce incriminata, per poi spostare al primo posto il disco giusto.
Salvo le modifiche ed esco, riavviando il sistema.
Ecco quindi apparire infine la mia Ubuntu, perfetta come sempre, pronta a subire altri smanettamenti ai limiti dell'impossibile... giusto in tempo per accedere al suddetto forum e leggere le ultime indicazioni dell'utente rimasto senza casa...

sabato 31 ottobre 2009

martedì 27 ottobre 2009

Ottimizzazione delle risorse

E così, alla fine ci sono cascato!

Usando il computer anche per lavoro, devo sovente usare programmi creati esclusivamente per Windows, ma nel mio computer non c'è più traccia di Windows (quando ho cambiato la scheda madre e il processore che si erano bruciati, non sono più riuscito a reinstallare il sistema operativo di casa Microsoft, cosa che prima facevo a cadenza bisettimanale...), per cui mi viene incontro il famoso e prestigioso emulatore Wine.
La maggior parte dei programmi che utilizzo io funzionano bene anche sotto Wine, compreso il programma di calcoli Tysistem e un paio di programmi di CAD che ho scoperto nei miei continui viaggi nella rete (e che ho regolarmente acquistato già all'epoca che li utilizzavo sotto Windows), in particolare uno di questi programmi pare intenzionato ad emettere una versione per Linux, per cui ho aggiunto il sito ufficiale ai preferiti e inserito la sezione news nel mio lettore, per essere costantemente aggiornato e pronto all'acquisto (per il momento lo utilizzo in versione demo).

In pratica, il mio computer ha quindi una certa esigenza di caratteristiche hardware che esulano un pochetto dagli standard classici linuxiani, ma questo è niente: mi sono rivolto al mio tecnico di fiducia che mi ha riempito di paroloni iper-tecnologici e mi ha poi fatto un'offerta che non ho potuto accettare... per cui, al posto di ampliare la macchina, mi vedo costretto a ridurre i consumi.

E' noto che Ubuntu, da una versione all'altra, richiede sempre maggiori risorse hardware (anche se non siamo certo ai limiti assurdi di Windows), ma è sempre possibile far seguire al proprio computer una dieta ferrea (caxxo! La sto facendo io, la dieta, perché non deve farla anche lui?)

Ho cominciato semplicemente sostituendo il window manager (da metacity a openbox) e levando tutti gli effetti di compiz, per poi levare tutto quello che non utilizzo e tutti i servizi inutili all'avvio, quindi ho preso a sostituire molti pacchetti pesantucci con analoghi più leggeri, in pieno stile di ottimizzazione delle risorse, e infine sono arrivato alla decisione finale: il passaggio diretto a un ambiente grafico minimale... ho messo direttamente openbox da solo, non in sessione mista con gnome.

Avevo già, in precedenza, lavorato con un ambiente minimale (sul portatile avevo installato una versione minimale di Ubuntu con ambiente fluxbox) quindi sapevo cosa aspettarmi.
Il primo passo è stato quello di levare a nautilus la possibilità di gestire il desktop (aprendo gconf-editor e deselezionando l'apposita opzione nella sezione apps=>nautilus=>preferences=>show desktop), quindi è stato possibile usare il menù di openbox direttamente col tasto destro dentro gnome, verificando quali voci sono presenti e quali mancano.

Nella cartella nascosta .config/openbox è quindi possibile trovare un file menu.xml, che contiene tutte le voci del menù (editabile direttamente con l'editor di testo), dove possiamo inserire le singole voci che vogliamo per creare il nostro menù (se poi non vogliamo editare direttamente il file menu.xml, possiamo tranquillamente usare il programma obmenu, che fornisce una versione grafica per fare la stessa cosa).
Siccome la procedura può essere lunga e complessa, specie se abbiamo molte voci da inserire, è possibile far creare automaticamente un primo menù di openbox che riporti tutte le voci relative ai pacchetti installati nella nostra macchina. Basta semplicemente scaricare il programma menumaker, scompattarlo ed estrarre la cartella dentro la home, quindi accedervi con un terminale e digitare:
./mmaker -f OpenBox3

Questo comando creerà una prima bozza di menù simile al menù di gnome su una sola colonna.
In questo modo, avremmo un menù relativamente completo, semplicemente da riordinare, mediante una serie di taglia-incolla usando obmenu.

Avviata la cosa, ci renderemo conto anche di come sono impostati i comandi dei singoli menù, per cui sarà semplice crearne di nuovi, per esempio per lanciare le voci dei programmi gestiti mediante Wine.

Siamo a posto? No: dobbiamo ancora mettere i comandi relativamente a spegnimento e riavvio del sistema (per adesso abbiamo solo un exit e un reconfigure nell'ultima voce in basso, oltre alla situazione dei 4 desktop di default, ma exit serve solo a terminare la sessione grafica, reconfigure invece reimposta il menù secondo i cambiamenti che abbiamo apportato e salvato sul file obmenu), quindi procediamo anche con queste voci: nelle guide si legge che basta associare il comando
sudo reboot
e
sudo halt
alle voci e poi modificare il file etc/sudoers per evitare la richiesta della password, ma a me non ha funzionato, quindi ho bisogno di una soluzione alternativa: io ho mantenuto Gdm come gestore del display manager (presente la finestrella di gnome dove vengono richiesti username e password?) e quindi tanto vale sfruttare le proprietà intrinseche, gestendo lo spegnimento e il riavvio direttamente da Gdm.
Ecco quindi i comandi da inserire per permettere spegnimento e riavvio del sistema operativo (e non chiede nemmeno la password):
spegnimento:
gnome-power-cmd.sh shutdown

riavvio:
gnome-power-cmd.sh reboot

Fatto ciò, il nostro menù è pronto per fare ciò che vogliamo, apparendo ovunque vogliamo non appena clicchiamo col tasto destro in un punto vuoto dello schermo (senza nemmeno la necessità di avere un pannello cui associare il menù stesso, cosa che ho trovato estremamente limitante sia sotto gnome che sotto kde).

Voi direte che in un pannello si vede anche quali programmi sono aperti nella finestra corrente e ridotti a icona, ed è verissimo, ma openbox ha un'altra particolarità: sappiamo già che l'ultima voce del menù individua anche la situazione dei 4 desktop (compreso i programmi aperti in ciascuno e la possibilità di raggiungere ciascun programma con un banale click) ma cliccando in un punto vuoto dello schermo, stavolta con la rotella (intesa come terzo tasto), vedremo apparire una finestrella analoga ma maggiormente dettagliata sulla situazione dei 4 desktop, su quale stiamo operando, sui programmi aperti su ciascuno e la possibilità di raggiungerli cliccandoci sopra, per non parlare del tradizionale ALT-TAB, che sfoglia una a una le finestre aperte sul desktop attuale.

Possiamo anche dire che in un pannello c'è il vassoio delle icone, ma personalmente, sul mio desktop, l'unica icona della tray è quella di network manager, ma sono perfettamente in grado di capire da solo se ho connessione o meno (sia perché il baracchino di fastweb è a fianco del mio computer, quindi vedo benissimo tutti i giochi di luce, sia perché essendo praticamente sempre online mi accorgo subito se ho problemi di connessione).

Poi non dimentichiamoci che ho comunque il monitor di sistema costantemente visualizzato sotto forma del conky, con tutte le indicazioni necessarie, compresa la sezione relativa alla presenza della connessione.

Ho quindi eliminato qualsiasi forma di pannello (inizialmente avevo messo comunque un pannello semplicissimo e facile da configurare: pypanel, ma poi sono sorte tutte queste riflessioni e di conseguenza l'ho eliminato dall'autostart, anche se mi sono accorto adesso che non ho eliminato la voce di modifica della configurazione dal menù, poco male: ci vanno esattamente 3 secondi).

Sempre nella cartella nascosta .config/openbox, troviamo anche il file rc.xml, anch'esso modificabile direttamente tramite un editor di testo, dove possiamo tranquillamente settare tutte le caratteristiche di openbox stesso, per adeguarlo al meglio alle nostre esigenze.
Gran parte di queste caratteristiche si possono settare graficamente anche tramite il programma obconf, per esempio il tema, le caratteristiche del mouse, il posizionamento di una eventuale dockbar e tante altre cose, ma per quello che ho fatto io è stato meglio procedere direttamente in maniera testuale: ho configurato tutte le scorciatoie di tastiera che mi ero settato su Gnome, in particolare WIN-S per avviare il terminale, WIN-H per avviare il file-manager, WIN-T per thunderbird, WIN-F per firefox eccetera (ho lasciato invariate le scorciatoie per cambiare desktop e per spostare la finestra da un desktop all'altro, come anche la maggior parte di quelle di sistema, tipo ALT-TAB per sfogliare le finestre aperte, eccetera).

Ho quindi fatto un menù, personalizzandolo al massimo secondo le mie esigenze.
Ho deciso che il pannello non mi serve e lo ho eliminato.
Ho impostato tutte le configurazioni che mi servivano.

Adesso si tratta semplicemente di dire a openbox cosa deve caricare di preciso ogni volta che si avvia, e questo lo si fa semplicemente modificando un file chiamato autostart.sh, ma prima dobbiamo copiare la configurazione base nella nostra home, affinché openbox lo utilizzi secondo le nostre modifiche, quindi apriamo un terminale e digitiamo:
cp /etc/xdg/openbox/autostart.sh ~/.config/openbox/autostart.sh

A questo punto, possiamo modificare direttamente il file di autostart di openbox nella nostra home (sarà infatti questo il primo file cercato da openbox al momento dell'avvio). Basterà aggiungere in fondo al file un elenco analogo a questo:
#!/bin/sh
gnome-volume-manager &
gnome-power-manager &
nm-applet &
pypanel &
conky &

L'elenco altro non è che le applicazioni che openbox avvia in sequenza.
Ricordatevi di inserire le & al termine di ogni singolo comando.
Ovviamente adattate il tutto a quello che vi serve.

Una volta fatto questo, siamo a posto: openbox si avvierà caricando tutti i programmi che gli abbiamo indicato e sarà quindi pronto il nostro ambiente di lavoro ottimale.

Un'ultima cosa: ho anche sostituito nautilus con il più leggero thunar, leggero e scattante, ma sufficientemente completo da non far rimpiangere nautilus stesso.
...
Ecco qui la situazione attuale.
Schermata vuota (vero che avevo appena acceso il computer, ma faccio comunque notare il consumo irrisorio di RAM, incredibilmente basso rispetto al 20% di Gnome e al 16-17% della sessione mista):
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Schermata piena (piena per modo di dire: thunar per mostrare la mia home e xterm che mi ha appena avvisato che non ci sono aggiornamenti):
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E, infine, un paio di schermate per mostrare il menù di openbox e la finestrella che mi permette di controllare se ho dimenticato applicazioni aperte in qualcuno dei 4 desktop virtuali (non ho ancora capito se esiste un sistema per visualizzare tutte le finestre insieme, tipo l'effetto Expo a muraglia di Gnome ma va comunque benissimo così).
Ecco il menù personalizzato:
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Le prime voci sono i lanciatori automatici (xterm, thunar, gedit, gimp, inkscape, thunderbird, firefox, synaptic e xkill, da ieri sera è presente anche liferea, il mio lettore di news)
Subito dopo la sezione di configurazione (adesso non c'è più la voce riferita a pypanel), la sezione musicale (ho diverse playlist, e ho aggiunto le voci di comando di Vlc per avviare le singole playlist senza doverle caricare preventivamente), la sezione dei programmi che utilizzo per lavoro (aperta, quindi potete tranquillamente fare spionaggio industriale su come lavora un prestigioso studio tecnico impiantistico... :-P ) e, infine, le sezioni che raccolgono tutti i programmi, ricalcando la configurazione tipica del menù di Ubuntu, più la sezione relativa allo spegnimento e riconfigurazione del menù stesso, che comprende le voci Reconfigure, Exit, Spegni, Riavvia, oltre alla situazione dei 4 desktop, ma per quest'ultima preferisco utilizzare la seguente finestrella di controllo:
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Che ne dite? :-D

domenica 11 ottobre 2009

E vediamo di sistemare le cose...

Come ho detto precedentemente, mi sono recentemente occupato del computer di mia sorella.

Forte dell'inesperienza iniziale, avevo fatto una serie incredibile di caxxate con il partizionamento, che alla lunga (beh, ci hanno messo 3 anni...) hanno provocato problemi nel funzionamento della macchina, o meglio nell'utilizzo degli applicativi che lei utilizza per i propri lavori grafici, in particolare l'accoppiata Gimp & Inkscape.

Forte dell'esperienza accumulata in questi anni di sperimentazioni ai limiti dell'assurdo, ho provveduto a risistemarle le partizioni in modo da avere maggior senso pratico, e le cose sembrerebbe siano migliorate, ma non bastava.

Allora mi sono informato in rete, e ho visto discussioni trattanti una nuova distribuzione basata su Ubuntu, ma leggerissima e scattante: CrunchBang.

Il primo pensiero è stato quello di usarla per sostituire Ubuntu, ma mi è venuto il panico a pensare a tutte le personalizzazioni che ho dovuto fare per rendere Ubuntu utilizzabile (visto che i componenti del suo computer non sono quello che si dice propriamente compatibili al 100%), e così mi sono detto “Ma se questa distro deriva da Ubuntu, usa i repo di Ubuntu e tutto, vuol dire che è possibile comunque trasformare Ubuntu in questa distro!”

Mi sono quindi letto un po' di documentazione, e ho capito che il punto di forza, oltre agli applicativi più leggeri, è la sostituzione di Gnome con OpenBox.

Ho cercato più documentazione possibile su OpenBox e ho scoperto che è possibile integrarlo in Gnome al posto di Metacity, l'ho fatto nel mio computer e non ho riscontrato problemi, quindi l'ho fatto anche nel suo.

Installati i programmi openbox, obconf e obmenu, ho sostituito direttamente openbox a metacity con il comando
openbox --replace
che ha fatto sparire tutte le finestre aperte, ripristinandole subito con le stesse finestre, aventi il bordo più squadrato e azzurrino. Provato ad aprire e chiudere varie finestre, tutto funziona.

Riavvio, scelta della sessione mista (gnome/openbox) resa predefinita e mia sorella si è trovata davanti la schermata normalissima a cui è abituata, ma con le finestre col bordo azzurrino e leggermente più squadrato, ma tutto sommato piacevole.

Dal menù di Gnome è apparsa la voce relativa a OBConf, con le innumerevoli possibilità di personalizzazione, e le indicazioni del monitor di sistema indicavano un consumo di risorse un poco inferiore a Metacity, inoltre era presente di default l'effetto di scorrimento dei desktop virtuali semplicemente ruotando la rotella del mouse in un punto vuoto del desktop (cosa che, in Gnome con Metacity, richiede l'intervento di Compiz, con conseguente riduzione delle prestazioni).

Ha quindi provato ad aprire una fotografia con Gimp e ritoccarla con qualche effetto piuttosto pesante (una di quelle operazioni che normalmente le faceva diventare grigia la finestra) e l'operazione si è svolta senza problemi e con la fluidità normale, in rapporto alle caratteristiche del computer.

Lei si è quindi detta soddisfatta della modifica, provvederà poi alle personalizzazioni varie.

Ovviamente, la sola sostituzione del window manager non può certo fare miracoli, ma la combinazione di questo con l'eliminazione degli effetti di compiz e con la risistemazione delle partizioni (in particolare della swap) che evita che il sistema debba cercarsela a spizzichi e bocconi su due dischi, ha permesso di ripristinare una situazione relativamente disperata, senza dover correre urgentemente a comprare una nuova macchina, specialmente adesso che sono ancora in vendita esclusivamente bestioni dotati solamente di Vista, che sembrerebbe essere la nuova versione di Windows ME, a giudicare da quanto si legge nei vari forum.

Un altro punto a favore di Linux! :D

sabato 10 ottobre 2009

Giocare con le partizioni...

Mi è capitato di recente, di pensare di ampliare le caratteristiche hardware del computer di mia sorella, purtroppo relativamente antiquato, al punto che i componenti pare non si trovano più in giro.

Al solito, mi sono rivolto al mio tecnico di fiducia e, dopo avergli spiegato la situazione allegando al tutto un bel listato dell'hardware a disposizione (dal quale persino io capivo che quella maledetta scheda madre supporta al massimo 2GB di RAM e che quella RAM probabilmente non esiste nemmeno più in commercio) chiedevo un preventivo per la variazione, comprendendo in particolare la sostituzione della scheda audio problematica e prevedendo la possibilità di intervenire sulla sostituzione completa di CPU e scheda madre.

La risposta mi è giunta a stretto giro di mail, con una serie di indicazioni per le quali era più conveniente sostituire tutto, recuperando solamente il masterizzare/lettore CD/DVD e sostituendo tutto il resto, quindi rifacendo il computer d'accapo, per la modica cifra di più del costo di un computer nuovo (purtroppo “vista-dotato”) e comprendendo anche la sostituzione dei 2 hard disk di mia sorella con un hard disk unico, di capacità inferiore, e con in calce un ulteriore tariffario relativo all'assistenza per il recupero dei dati e l'installazione del sistema operativo (prezzi indicativi di intervento sia al negozio che a casa mia)

Sentendomi vagamente preso per i fondelli da una simile risposta, mi sono accordato con mia sorella prevedendo la possibilità di acquistare un nuovo computer da darle per le sue elaborazioni grafiche, con caratteristiche adeguate, anche se comprensivo di sistema operativo di casa Microsoft (mi costa comunque meno di quello che mi prenderebbe il mio amico...), sul quale provvederò a installare una versione completa e aggiornata di Ubuntu che le permetta di lavorare direttamente con gli strumenti con i quali si è ormai abituata, inoltre il suo computer lo cannibalizzerei io, recuperando tutto il recuperabile (gli hard disk sono più capienti dei miei, specie del primo, peraltro sfruttato al massimo da vari esperimenti di partizionamenti e installazioni, il masterizzatore è migliore come caratteristiche, la scheda video, sebbene sia una ATI sembra più performante della mia Nvidia e forse potrei anche prendere le sue memorie e aggiungerle alla mia...).

Nel frattempo, ho pensato bene di dare uno sguardo al suo partizionamento (fatto da un idiota incapace che aveva seguito alla lettera le indicazioni del forum ufficiale, senza capire che chi le aveva scritte era probabilmente strafatto di alcool e droghe pesanti... ma allora ero un nubbio giovane e sciocco, non capivo nulla e seguivo passo passo le indicazioni che trovavo... ora non sono più così giovane...).

E' risultato un bel pastrocchio, risalente ai tempi di Dapper e mai corretto (a differenza del mio computer, dove non mi faccio particolari problemi a giocare con le partizioni, il computer di mia sorella è sacro e intoccabile, pena la morte...), in cui il problema più grande era ovviamente il fatto che la swap fosse distribuita su entrambi i dischi in più partizioni da 512MB (non mi chiedete perché: l'ho già detto che all'epoca avevo seguito delle indicazioni sul forum ufficiale di Ubuntu, senza capire nulla di quello che facevo, e non è colpa mia se i forum sono come wikipedia: possono scriverci sopra tutti e chi è agli inizi trova le indicazioni e le segue, specie se chi le ha scritte risulta “di grado elevato”, come fossero dogmi religiosi...), per cui l'utilizzo di programmi pesanti implica una saturazione della RAM e di conseguenza un utilizzo della swap, già lenta di suo, ma questa suddivisione rallenta ulteriormente e la conseguenza è che sovente le finestre diventano grigie e il computer sembra bloccarsi per alcuni secondi.

Non potendo aumentare la RAM e in attesa dell'acquisto del nuovo mostro, ho quindi provveduto ad armarmi di CD Live e risistemarle le partizioni, eliminando le varie swap, riducendo drasticamente la partizione enorme di Windows XP (allora era il più usato), spostando la partizione estesa contenente la root e la home, ampliando la home stessa e ricreando infine una unica partizione di swap sufficiente alle esigenze fisiche.

Ovviamente non ho toccato (a parte l'eliminazione della partizione di swap) il secondo disco, di archivio dei lavori, operando solo sul primo, ma il fatto di dover trascinare e spostare a sinistra le partizioni ha comunque richiesto un certo intervallo di tempo, di alcune ore.

Al termine, riavvio e, quando me lo chiede, levo il CD Live, per controllare che sia tutto a posto e tutto funzionante.

Il computer parte, il Bios carica e poi appare la schermata di Grub con un bellissimo Errore 15!!!

Lancio un'imprecazione, ricordandomi di cosa NON ho fatto, rimetto il CD Live e riavvio.

Appena dentro, controllo le partizioni, controllo i relativi UUID e sistemo il file /boot/grub/menu.lst in modo che monti correttamente la partizione di root di Ubuntu, che ovviamente è cambiata.

Nel frattempo mi ricordo che non avevo corretto nemmeno il file /etc/fstab, quindi provvedo a ripulirlo da tutte le impurità e riordinarlo disciplinatamente secondo la nuova tabella delle partizioni.

Riavvio, levo il CD e, nuovamente, GRUB Error 15!!!

ECCHECCAXXO!!!

Non riuscendo a capire cosa voglia, vado al mio computer, controllo la tabella degli errori di Grub ed effettivamente si tratta di un file non trovato: ricordavo bene.
Accedo al forum ufficiale, cercando le discussioni relative contrassegnate con RISOLTO, ma trovo esclusivamente baggianate, compresa la possibilità di editare direttamente la riga, che presuppone il fatto di avere un prompt di Grub, ma io non ho nessun tipo di prompt, nessun tasto ha effetto sulla schermata (tranne CTRL-ALT-CANC per riavviare) e comunque non posso fare assolutamente nulla, ma mia sorella sta cominciando a preoccuparsi (e di conseguenza anch'io sto cominciando a preoccuparmi).

Ragionandoci sopra, mi rendo conto che c'è qualcosa che non va nei vari Stage del Grub, ma non ho idea di cosa e di come sistemare.

Riprovo ad avviare con il CD Live, provando a cercare di reinstallare Grub ma niente (non procede se non reinstallo Ubuntu, ma questo implica formattare la partizione di root e quindi perdere tutta l'installazione... no: non si può fare! ...in realtà potrei farlo, anziché da Live potrei passare all'installazione testuale e procedere direttamente a reinstallare Grub saltando tutti gli altri passaggi, ma è una cosa che non ho mai fatto prima col CD Live di Ubuntu e non vorrei creare più casini di quelli che ho già creato), quindi provvedo da Live a cercare di aggiornare Grub mediante un update-grub.

Provo a riavviare normalmente, sperando che l'aggiornamento del Grub abbia dato buon esito, ma niente: si ripianta sul solito Error 15, senza possibilità di manovra.
Sono ormai in fase di panico: fosse il mio computer forse avrei già reinstallato (tanto mi ci vuole pochissimo a recuperare tutto), ma non è il mio computer (ed è meno semplice ripristinare la situazione giusta, anche per via delle configurazioni particolari che ho dovuto fare nel corso del tempo, dato che i suoi componenti non sono proprio compatibili al 100%, quindi ho dovuto seguire moltissime guide per farle funzionare “quasi” tutto in maniera decente), quindi occorre cercare una soluzione meno devastante (e se non funziona, cercare di trovare prima di subito il nuovo computer).

Con questo filo di panico, il mio cervello che, evidentemente, da il meglio sotto stress, si ricorda che nel porta-cd c'è anche l'asso di briscola: il CD di SuperGrub!
Questo è apparentemente proprio un lavoro per SuperGrub, quindi prendo il CD, lo inserisco e riavvio.

Entrato dentro la schermata, cerco subito le istruzioni in italiano (non lo uso molto di frequente, quindi preferisco avere un manuale che non mi crei problemi interpretativi), e seguo le istruzioni delle varie schermate.

Nel giro di poco, appare il messaggio che attesta che la missione è compiuta e posso riavviare la macchina.

Riavvio, estraendo il CD, e il computer comincia a caricare: immagine del Bios, immagine di Grub con tutti i sistemi presenti all'appello.

Non ho voglia di vedere se XP è a posto (ci va una vita a caricarsi, e poi non mi ricordo nemmeno più quando è stata l'ultima volta che ci è entrata, quindi ci saranno migliaia di aggiornamenti da fare), così premo semplicemente Invio e in breve si carica direttamente Ubuntu, pronta e funzionante, con tutti i programmi accessibili e tutte le cartelle al loro posto.

Tiro un sospiro di sollievo e rinvio al giorno dopo il controllo del resto.

giovedì 24 settembre 2009

Aggiornare firefox 3.5 in Ubuntu Hardy

Ubuntu è una distribuzione molto bella e valida, ma ha un difetto: i programmi forniti all'inizio della versione non vengono aggiornati mai.
Se uno usa sempre l'ultima versione non è un grosso problema: ogni 6 mesi cambia tutto e via.
Se uno, come me, usa principalmente la LTS, rischia di andare avanti per 2 anni con la stessa versione dei programmi (prezzo da pagare per chi cerca comunque la stabilità, anche se non si arriva alle esasperazioni di Debian).

Normalmente è possibile rimediare in proprio grazie a siti come get-deb (dal quale ho recuperato la versione 2.6 di Gimp), ma per altri programmi come Openoffice o Firefox, le cose sono diverse.

Per Openoffice, la mia Hardy ha di default la versione 2.4, che ovviamente è ormai obsoleta, per cui ho fatto ricorso a PPA, aggiungendo a Synaptic il repository apposito:
deb http://ppa.launchpad.net/openoffice-pkgs/ubuntu hardy main

deb-src http://ppa.launchpad.net/openoffice-pkgs/ubuntu hardy main

Ho quindi aggiunto la chiave necessaria e, dopo la ricarica del database, Synaptic stesso mi ha fatto scaricare la versione 3.0.1 (e, in un successivo aggiornamento, la attuale versione 3.1.0)
Ovviamente, per evitare problemi di aggiornamenti indesiderati, ho disattivato il repo subito dopo l'aggiornamento.

Per Firefox, le cose sono state un pelino più complicate, in quanto la versione originale era la 3.0beta (che all'inizio dava talmente tante rogne da avermi obbligato a farla coabitare con una ben più stabile versione 2.qualchecosa), poi si è stabilizzata ed è uscita dal ciclo beta, per cui viveva tranquilla da sola, ma il browser web è un programma per cui è preferibile usare sempre una versione aggiornata, ma chi come me non intende seguire le mode balzane dell'aggiornamento totale a cadenza semestrale, come fa?

Ho letto in giro molte soluzioni variegate, tutte semplici e immediate, ma nessuna che mi attraeva, eppure anch'io volevo provare la 3.5

Ecco che, improvvisamente, ho scoperto (nel blog di Lazzarotto) la soluzione definitiva per avere sempre un Firefox aggiornatissimo: ubuntuzilla!

La spiegazione dettagliata la trovate nell'articolo linkato, qui proseguo a grandi linee.
Scaricando il pacchetto .deb da qui e installandolo si prepara la strada per l'installazione di ubuntuzilla, da fare al terminale:
ubuntuzilla.py -a install -p firefox

Apparirà un lungo elenco di comandi strani, con un paio di interazioni, durante le quali dovrete rispondere accettando le condizioni e inserendo il codice relativo alla lingua italiana, dopo di chè lo script procederà con l'installazione di Firefox.

Completata l'installazione, occorre fare alcune rifiniture, chiaramente indicate nel link originale.

Personalmente non ho eliminato i file indicati, ma non credo ci siano problemi.

Per quanto rigurda l'antialiasing, ho provveduto a creare il file .fonts.conf con l'esempio offerto dall'autore del post originale e la voce hintslight.

Per quanto riguarda i filmati flash tipo youtube, anche se non li vedo a schermo intero, ho seguito le indicazioni della guida, aprendo il file giusto:
sudo gedit /usr/bin/firefox

e, dopo la riga
#set -x

ho aggiunto la stringa:
export LD_PRELOAD=/usr/lib/libGL.so.1


Fatto ciò, salvato tutto e riavviato Firefox, ho infine la versione aggiornata e, ogni volta che Mozilla rilascia una nuova versione, vengo avvisato dell'aggiornamento.

Unico dettaglio, per eseguire l'aggiornamento occorre ridare il comando iniziale:
ubuntuzilla.py -a install -p firefox

e di conseguenza ripetere nuovamente la modifica relativa al player flash, ma nulla di problematico, anche se può essere utile automatizzare la procedura stessa mediante uno script.

Ora sono infatti alla versione 3.5.3