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lunedì 2 febbraio 2009

Leggende sui Draghi 1° parte


LEGGENDE

Leggenda di Santa Marta
Sconfisse un drago nei tempi in cui lei stava evangelizzando la Provenza. Si narra che un terribile ed enorme drago chiamato “Tarasca”, devastasse le fertili pianure della valle del Rodano e impedisse agli uomini di vivere tranquilli in quei luoghi. La Santa, venuta a conoscenza del fatto, inseguì la bestia nelle profondità dei boschi e la domò cospargendola di Acqua Benedetta e segnandola con il Segno della Croce. Infine, mansueta e addomesticata, legò alla sua cintura la coda del mostro e lo portò nell’odierna città di Tarascona, che dal drago prese il nome. La popolazione si vendicò dei soprusi e delle barbarie lapidando il drago.
Da allora ogni 29 giugno la Chiesa ricorda Santa Marta e nella città di Tarascona si tiene una solenne processione aperta dal fantoccio dell’impressionante Tarasca con le fauci spalancate. Nei pressi una ragazza vestita di bianco benedice il mostro, che alla fine viene legato e sopraffatto.

Leggenda di San Giorgio

Visse, nella zona di Diospolis, in Palestina; fu decapitato a Nicomedia per ordine di Daziano Preside, nell’ambito delle persecuzioni di Diocleziano, intorno all’anno 287. Nel XII secolo, importata dai Crociati, cominciò a circolare la leggenda secondo la quale San Giorgio, giunto a Silene (Libia) dalla Cappadocia, aveva ucciso un drago in procinto di divorare una principessa legata ad uno scoglio. Giorgio diventò l’uccisore di draghi per eccellenza, e fu adottato come patrono dell’Inghilterra da Edoardo III intorno al 1348. Il “Liber Notitiae Sanctorum Mediolanii” racconta che San Giorgio ha vissuto in Brianza, dalle parti di Asso. Un drago imperversava da Erba fino in Valassina, ammorbando l’aria con il suo fiato pestifero e facendo strage di armenti. Quando ebbe divorato tutte le pecore di Crevenna, la gente del paese cominciò a offrirgli come cibo i giovani del villaggio, i quali venivano estratti a sorte; il destino volle che tra le vittime designate vi fosse anche la principessa Cleodolinda di Morchiuso, fu lasciata legata presso una pianta di sambuco. San Giorgio giunse in suo soccorso dalla Valbrona, e, per ammansire la belva, le gettò tra le fauci alcuni dolcetti ricoperti con i petali dei fiori del sambuco. Il drago, docile come un cagnolino, seguì tranquillamente Giorgio fino al villaggio; qui, di fronte al castello, il Santo lo decapitò con un solo colpo di spada, e la testa del mostro rotolò fino al Lago di Pusiano. In ricordo dell’avvenimento, ancora oggi il 24 Aprile, giorno di San Giorgio, in Brianza si preparano i “Pan meitt de San Giorg”, dolci di farina gialla e bianca, latte, burro e fiori essiccati di sambuco. I Pan meitt si gustano tradizionalmente con la panna: per questo l’eroico San Giorgio, patrono dell’Inghilterra, dei militari, dei boy-scout e di Ferrara, è anche il protettore dei lattai lombardi, che un tempo tenevano in negozio un altarino a lui dedicato.

Leggenda di Sant'Efflem

Si narra che un principe avesse individuato la tana di un Drago che terrorizzava i suoi sudditi e in qualità di sovrano aveva il dovere morale di difenderli uccidendo o scacciando la bestia. Nella sua impresa chiese l'aiuto a Efflem, il parroco della sua città che a quel tempo ancora non era Santo, e i due si diressero insieme verso la tana del Drago per porre fine alle sue malefatte. Arrivati davanti la tana però il Principe si fece prendere da un profondo terrore, sentiva il respiro del Drago che da solo bastava a far tremare di paura qualsiasi uomo. A questo punto intervenne il Chierico che disse al Principe di non aver paura, perchè chi era sotto la benedizione di Dio non doveva temere nulla. Il Principe però era immobilizzato, allora Efflem dopo essersi fatto il segno della Croce entrò nella tana del Drago che quando lo vide non solo non riuscì ad attaccarlo, ma si precipitò fuori dalla tana, scappando lontano, fino ad arrivare sulle rive dell'oceano dove si racconta che vomitò sangue.
Questo mostra come il male (nel caso specifico il Drago) ha paura più dello scudo interiore di fede che non delle spade e delle armature!

Leggenda di Beowulf
Secoli fa, quando ancora gli eroi dominavano le terre del Nord, una figura vestita di stracci avanzava carponi lungo una spiaggia rocciosa della Scandinavia alla ricerca di una via per arrampicarsi sulla scogliera soprastante. Era uno schiavo che fuggiva dal suo padrone, un signore del regno dei Geat e, sebbene di lui non si sappia nemmeno il nome, le sue gesta epiche cambiarono il destino del suo popolo”. Nella prima parte della leggenda, lo schiavo vagando lungo la riva si imbatte in un enorme tumulo di pietre, forse tomba di un antico re. Trova l’entrata e penetra nel tumulo. “Si trovava in una stanza del tesoro, dove erano ammassate le ricchezze di una potente e sconosciuta tribù del passato. Braccialetti d’oro a forma di serpente, spille in filigrana d’argento, spade di ferro dall’impugnatura dorata, coppe in ceramica rossa di Samo, amuleti dell’antico dio Thor, monete luccicanti riempivano l’intera caverna. Stava già per avventarsi su quelle meraviglie, quando qualcosa gli gelò il sangue, bloccando ogni suo movimento”. Ed ecco apparire il drago. “avvolto in grandi spire, era acquattato sulle zampe dai lunghi artigli; i fianchi squamosi luccicavano, le ali membranose erano piegate, la grande testa riposava sul pavimento della caverna e le pesanti palpebre erano chiuse su occhi vecchi di secoli”. A questo punto lo schiavo non vuole altro che tornare dal suo padrone, così prende una coppa d’oro per farsi perdonare e fugge dal tumulo. “Quello schiavo, però, disturbando il guardiano del tesoro, aveva decretato la fine del suo popolo. Infatti il drago poteva vedere e sapere tutto, così, quando si risvegliò si accorse subito del furto commesso e avvertì immediatamente l’odore di carne mortale.
Lentamente, trascinò le proprie pesanti spire lungo lo stretto passaggio che conduceva fuori dalla sua tana e, alla luce ormai fioca della sera, osservò la landa desolata alla ricerca delle tracce lasciate dai piedi dell’intruso; appena ebbe trovato ciò che cercava, con un grido e un getto di fuoco, s’innalzò in volo, sbattendo le grandi ali verso il regno dei Geat. Sorvolò tutti i villaggi e le sue urla agghiaccianti fecero precipitare gli abitanti fuori dalle case, i volti cinerei levati verso il cielo; sopra di loro, il drago volteggiava in una danza di morte, lanciando il suo grido terrificante mentre iniziava la discesa.
I suoi colpi furono rapidi e terribili: sputando lingue di fuoco, investì i tetti delle case e scomparve in lontananza. In quella terra, tutte le abitazioni, anche quella del re, erano costruite in legno, canne e paglia, furono perciò facili bersagli per il fuoco del drago. In tutto il regno dei Geat, quella notte il cielo venne rischiarato da alte lingue di fuoco che si levavano dai villaggi, che bruciavano come pire funerarie.Niente sfuggì alla furia del drago, e, quando giunse l’alba, le case dei Geat erano ridotte in cenere; dai villaggi si innalzavano sottili fili di fumo accompagnati dagli strazianti lamenti delle donne”. A questo punto il re dei Geat, il mitico Beowulf ma molto più anziano, si arma, si reca al tumulo del drago assieme ai suoi migliori combattenti e affronta il mostro. Solo uno dei compagni del re parteciperà allo scontro, il nobile Wiglaf, e così il re e il drago si uccideranno a vicenda.

Quest'ultima leggenda prende le sue origini da un fatto realmente accaduto in Scandinavia, cioè un immane incendio che sembrerebbe proprio essere stato scatenato da un drago.

Leggende Mesopotamiche

In esse si narra di due esseri primordiali, Apsu, lo spirito dell'acqua corrente e del vuoto, e Tiamat, lo spirito dell'acqua salmastra e del caos.
Tiamat e Apsu corrispondono come aspetto ai draghi del nostro immaginario, cioè all'unione di tutti gli animali allora conosciuti, generando così quelle creature dall'aspetto imponente e che incute timore tipiche di tutte le leggende in cui i draghi compaiono.

Queste due creature generarono dapprima gli dei, poi quando questi si ribellarono al caos che i genitori rappresentavano uccidendo il padre Apsu, Tiamat generò tantissimi mostri per vendicare il compagno e perseguitare gli dei.
Gli dei elessero Marduk come loro campione e questi uccise la madre e catturò i mostri da lei generati rinchiudendoli negli inferi.
La leggenda vuole ancora che dal corpo della madre Marduk creasse con una metà il firmamento e con l'altra la terra,Nei cieli eresse la dimora degli dei inserendo la luna e le stelle come guardiane del tempo. Con il sangue di uno dei figli di Tiamat creò gli esseri umani.

In questa leggenda non si ha solo la presenza di due draghi, ma essi rappresentano l'inizio del mondo, il caos da cui tutto è stato plasmato, la forza della natura sia benigna che maligna. Eventi a cui gli uomini hanno da sempre cercato di dare una spiegazione e questa storia-leggenda è ciò che in quelle terre rappresenta la nascita del mondo e degli uomini: il caos sono i draghi, i loro primi figli, gli dei, sono i difensori degli uomini e i creatori del mondo e degli uomini.

Tuttavia tra le divinità babilonesi vi era una creatura chiamata Mushushu che nella fisionomia ricordava proprio un drago dai tratti bonari e protettivi. Da ciò si capisce che malgrado da un lato il drago rappresentasse il caos e la natura maligna, dall'altro era anche un protettore, cioè rappresentava la natura benevola.

Leggende Egiziane

In questa terra il drago Apopi rappresentava gli abissi che inghiottivano il sole ogni volta che tramontava e che cercava di trattenerlo uscendone sempre sconfitto.
Apopi era il sovrano degli inferi che si trovava all'orizzonte dove il sole- Ra si inabissava, nel suo ciclo da est a ovest, e intraprendeva con il drago un duro combattimento per poter risorgere all'alba successiva. La metafora della vita riassunta in un giorno che si ripeterà fino alla fine dei tempi.

Leggende Greche

Qui il drago generatore del caos era Tifone, un titano (i primi esseri onnipotenti creati dalla natura e precedenti la venuta degli antichi dei) dall'aspetto spaventoso: un drago con cento teste ognuna delle quali dotata di occhi fiammeggianti, alto più delle montagne e con una enorme bocca che vomitava fuoco e sassi.
Il drago si mosse contro i giovani dei per distruggerli, seminando distruzione lungo tutto il suo cammino. Solo l'allora giovane Zeus lo affrontò riuscendo a relegarlo nel Mar Ionio imprigionandolo con un'isola, l'attuale Sicilia. La rabbia del drago generava dalle eruzioni dell'Etna.
La battaglia ebbe come territorio la Grecia e la Siria e da essa furono generati i vari fiumi che attraversano ancora oggi i due territori.
I tifoni vennero chiamati così per il paragone del loro potere distruttivo con quello del drago-titano Tifone.

Anche in altre leggende di eroi greci ritroviamo il drago, spesso di colore rosso, sul quale l'eroe di turno riesce sempre ad avere la meglio.
Le mele d'oro: Ercole incaricato da un re mortale di portargliele si mette d'accordo con Atlante affinché egli affrontasse il drago a guardia del giardino
Vello d'oro: Giasone avrebbe ottenuto il prezioso cimelio solo se avesse seminato i denti del drago, che avrebbe affrontato con successo, come gli aveva promesso il re della Colchide. Il piano di quest'ultimo era che i soldati nati dai denti avrebbero ucciso Giasone, ma Medea (figlia del re e innamorata di Giasone) aiutò il giovane eroe e grazie alla sua magia Giasone riuscì ad avere il vello e lei partì con lui.

Leggende Norrene

Anche nelle leggende celtiche vi era la presenza dei draghi.
Vi troviamo Nidhogg che attentava alla vita dell'albero della vita Yggdrasil. Particolarità di questo drago, e di tutti gli altri della mitologia nordica, era l'assenza di zampe e la capacità di parlare tutte le lingue per circuire le persone. Quest'ultima capacità (la comprensione delle lingue degli animali, in particolare) la si poteva acquisire mangiando il cuore del drago, mentre bagnarsi nel suo sangue rendeva invulnerabili.
Altro drago norreno era Jotunheim (figlio di Loki e della gigantessa Angrboda, ma a partorire fu Loki, in quanto non si uni carnalmente alla gigantessa ma ne mangiò il cuore, unica cosa di lei rimasta dopo che gli asi la punirono per la sua malvagità) un gigantesco drago serpentiforme che Odino gettò nel mare e che crescendo arrivò a stringere nelle sue spire il regno degli uomini. Alla fine dei tempi lotterà con Thor e si uccideranno a vicenda.

Fanfir era in realtà un nano dalle fattezze di drago che custodiva il tesoro dei nibelunghi e che venne sconfitto e ucciso da Sigurd/Sigfrido che così si impadronì del tesoro custodito dal nano-drago.
Inoltre mangiandone il cuore riuscì a comprendere la lingua degli uccelli e grazie al bagno che face nel sangue del drago divenne invulnerabile.



Fonti:
http://geocities.yahoo.com
www.mondimedievali.net
www.ilguerriero.it
www.satyrnet.it
http://bluedragon.it
http://olay.bazaar.net
www.croponline.org
www.animalplanet.it
Leggende delle Alpi
Miti e saghe vichinghe

lunedì 26 gennaio 2009

DRAGHI - 2° parte

CULTURA DEI DRAGHI IN ORIENTE E OCCIDENTE

DRAGHI IN CINA

Il drago, con la tartaruga, la fenice e l'unicorno rappresentava uno dei 4 spiriti benevoli. Essi portavano felicità, ricchezza e prosperità.
Essi furono la più grande e gloriosa razza che popolò la terra migliaia di anni fa, che originò la vita, che governò le forze della natura e che protesse l'uomo ancora piccolo all'inizio del suo cammino. Da questo però ricevette molta ingratitudine.
Secondo molte leggende valorosi uomini divennero dragoni.

I ritrovamenti di ossa di dinosauro in Cina resero ancora più vere le credenze sui draghi e queste ossa venivano utilizzate nella medicina e nelle pozioni magiche. In realtà erano ossa di giganteschi dinosauri.

Nella società feudale nata quando da noi c'era il medioevo, il drago divenne il simbolo dell'autorità dell'imperatore e il suo trono prese il nome di “trono del drago”.
Questo maestoso animale si radicò nella cultura cinese fin dai suoi albori tanto che venne rappresentato dappertutto: stoffe, dipinti, oggetti vari. Le vesti ricamante con i draghi divennero poi sempre più comuni e vennero usate come vesti ufficiali a corte e dette “vesti drago”.

In Cina ancora oggi il drago è molto sentito tanto che è molto comune il nome “Long” che significa drago e il titolo di riconoscimento per meriti è quello del drago.
Aspetto:
1)muso di coccodrillo, o di cammello secondo altre descrizioni
2)corpo di serpente, o di lucertola e ventre della rana
3)criniera del leone e palme di tigre, scaglie della carpa, artigli d'aquila
4)corna di cervo (di cui erano privi i draghi degli oceani), orecchie di mucca
5)vari colori delle squame
6)potere della metamorfosi e di rendersi visibile o invisibile a piacimento e di mutare le dimensioni
Caratteristiche:
Molto saggio ed è considerato una creatura benefica e di bene augurio; quando si alza in volo la pressione delle sue zampe sulle nuvole provoca la pioggia. Motivo per il quale il drago era considerato apportatore proprio della pioggia, ed era pregato e invocato in periodi di siccità.

Di solito non sputavano fuoco e erano privi di ali, ad eccezione dei draghi celesti che quando non usavano la magia per volare usufruivano di piccole ali da pipistrello.

Particolarità:
1)segnava il passaggio delle stagioni e lo scorrere armonioso della vita, caratteristiche poi date all'imperatore quando questi divenne “figlio del drago”
2)il trono dell'imperatore era detto il “trono del drago”
3)l'imperatore alla sua morte volava in cielo con sembianze di drago
4)al collo del drago spesso vi era una perla che ricordava la perfezione delle parole dell'imperatore e il fatto che esse fossero indiscutibili; questa perla si dice contenesse una grande energia, essa inoltre era anche la fonte del potere dei draghi stessi, cioè la perla era un contenitore di energia dal quale il drago attingeva
5)i combattimenti tra draghi non erano mai violenti, infatti non si mordevano e non si dilaniavano mai
Altra particolarità di queste affascinanti creature era data dal numero di dita, cosa che distingueva il rango del drago stesso e della persona che gli veniva affiancata nelle rappresentazioni artistiche:
1)cinque dita l'imperatore (il drago che lo rappresentava era quindi un drago celeste che lo accompagnava nella sua ultima dimora: un grande palazzo al di sopra delle nuvole, non visibile ai mortali)
2)quattro dita principi di quarto e quinto rango
3)tre dita per tutti gli altri
Nido:
1)le uova di drago si schiudevano dopo 500 anni e per diventare adulto ci metteva 20.000 anni
2)si riteneva che potessero avere la loro dimora in cielo, in terra, in acqua e sottoterra
Draghi e elementi (ogni elemento della natura era presieduto da un drago):
1)drago delle acque colore azzurro (Dhen-lung): guardiani del vento, delle nuvole e dell'acqua faceva piovere sulle piantagioni esso era paragonato al coccodrillo cinese che in primavera ritorna dal suo letargo e all'equinozio d'autunno va in letargo, segnando così il ciclo della vita della natura erano i più venerati (secondo altre credenze la pioggia era il risultato di scontri amorosi tra draghi di sesso opposto) sono privi di corna
2)drago celesti di colore verde chiarissimo (Tien-lung): erano a guardia del cielo ed erano gli unici ad avere 5 artigli per zampa (gli unici dotati di ali da pipistrello)
3)drago sotterraneo o d'oro (Fut's-lung): proteggeva i tesori celesti e dispensava felicità
4)draghi terrestri di colore verde smeraldo (Ti-lung): guardiani dei corsi d'acqua ne regolavano il flusso e vivevano nelle profondità dei fiumi
5)draghi rossi e draghi neri: violenti e bellicosi si scontravano in aria provocando violente tempeste
6)esistono poi i draghi che proteggono i fiumi del nord, del sud, dell'est e dell'ovest, il loro sovrano è un drago rosso dalla criniera infuocata lungo 300 metri che si chiama Chien-Tiang
7)i draghi azzurri rappresentano la primavera, i draghi rossi e neri i temporali e il drago d'oro il sole

Come detto i draghi erano considerati benevoli e protettori dell'umanità, in loro onore si costruivano templi e si facevano preghiere, ma se queste preghiere non venivano accolte allora dagli ossequi si passava a sbeffeggiare il drago e in certi casi anche a esiliarlo.

Malgrado questi casi in generale il drago era considerato rappresentante della forza vitale e benefica detta yang di natura maschile, che si contrappone allo yin rappresentata dalla fenice e di natura femminile. Ma sempre in equilibrio tra di loro (infatti sia il drago che la fenice erano spiriti benevoli per la tradizione cinese). Quindi questa opposizione era da considerarsi come benevola che manteneva l'equilibrio delle forze che regolano il fluire della vita sulla terra.
Queste due creature erano spesso rappresentate insieme. Ma a simboleggiare la potenza divina era il drago, rappresentato con un aspetto maestoso, brutale e temibile proprio per esprimere appieno la sua energia. Un'energia che non si faceva mai vedere nella sua interezza e quel poco lo si poteva scorgere solo per brevi istanti, quando il drago voleva farsi vedere.

Secondo una tradizione popolare i draghi venivano distinti in nove specie ben precise:
1)Pulao: raffigurato sulle campane e sui gong
2)Qiuniu: ama la musica di tutti i generi
3)Bixi e Bixia: il primo in cima agli steli e sulle mensole in quanto amante della letteratura; il secondo ai piedi delle mensole in quanto con la sua forza le reggeva
4)Chaofeng: alle estremità scolpite delle travi dei tempi per la sua inclinazione al pericolo
5)Chiwen: orna le balaustre dei ponti per la sua passione delle acque
6)Suanmi: scolpito sul trono di Buddha per la sua propensione al riposo
7)Yazi orna l'elsa delle spade
8)Bi'an: si allunga sull'architrave e sulle porte delle prigioni

Il fatto che in oriente il drago sia considerato benevolo non implica che non esistano tra di essi creature malvagie, infatti esistono, anche se rare, e anche qui venivano sconfitte da eroi. Infatti secondo le leggende esisterebbero ben 117 categorie di draghi, di cui 81 buone e 36 malvagie.

Tutte le razze di draghi cinesi avevano un legame molto stretto con l'acqua, che li differenziava dai draghi occidentali molto legati all'elemento fuoco, questo evidenziava la differente connotazione del drago: benigno in oriente e malvagio in occidente.

Altre culture che consideravano benevolo il drago erano:
1)quella vichinga che scolpiva la prua delle navi con le fattezze della testa di un drago, come simbolo che assicurasse forza e potenza ai guerrieri
2)gli antichi gallesi avevano una buona opinione del drago e ancora oggi sulla bandiera nazionale bianco/verde spicca un drago rosso
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DRAGHI OCCIDENTALI


Nella concezione occidentale i draghi erano creature malvagie apportatrici di morte e carestia.
In tutte le leggende essi erano presentati in atti che arrecavano danno all'uomo.
La loro origine come bestia mitologica nacque con la storia dell'uomo, molto probabilmente ancora prima della storia scritta quando le leggende erano tramandate oralmente.


Descrizione fisica:
corpo da serpente, zampe da lucertola, artigli di aquila, fauci di un coccodrillo, denti di leone, ali da pipistrello, corna di toro, cresta ossea sulla schiena

Poteri: dotati di poteri magici

Proprietà: le ossa e il sangue sembra avessero proprietà curative, inoltre bagnarsi con il sangue rende invulnerabili, ma anche altri parti del drago avevano proprietà curative e non: ad esempio il cuore permette di capire le lingue degli animali

Vita: molto longevi. Si narra che un uovo di drago ci metta un secolo prima di schiudersi, e che raggiunga la piena maturità dopo altre centinaia di anni,con la crescita sulla testa di corna ramificate, vita durante la quale acquisiscono grande conoscenza;

Nido: tane nelle profondità delle cime delle montagne (sembra che fossero così profonde da raggiungere le viscere della terra, infatti i draghi passavano molto tempo al loro interno a godersi il caldo del magma, talvolta nuotano anche in esso provocando le eruzioni vulcaniche)

Dopo un periodo di grande fama i draghi persero la loro popolarità con l'avvento dell'Impero Romano, salvo qualche sporadico avvistamento, per poi ricomparire di prepotenza negli anni del Medioevo, come esseri malefici dediti solo a fare del male all'uomo.
Il concetto di drago=distruzione era ormai radicato in occidente.

Infatti il drago in occidente sembrò nascere fin dagli albori come incarnazione di lotta, violenza e caos. La sua sola figura volteggiante sopra una città portava nella stessa morte e carestia. Questo fu dovuto al fatto che la loro immagine era usata come effige sugli stendardi usati nelle battaglie di questo periodo storico.
Il medioevo fu il periodo di maggior fioritura delle leggende sui draghi ma anche il periodo che segnò la loro estinzione a cura dei cacciatori di draghi, degli eroi e dei santi.

Spesso, malgrado la loro malvagità, in occidente i draghi erano usati come custodi di tesori proprio da quegli dei e eroi che li combattono. Un controsenso:
1)il drago malvagio che uccide l'uomo
2)l'eroe e/o il dio che lo affronta in uno scontro epico e ne esce vincitore
3)il drago malvagio mansueto custodisce il tesoro del dio e/o eroe
4)l'eroe e/o il dio affidano al drago i loro tesori
Il panorama che ne viene fuori è un po' strano: un drago che odia gli uomini che accetta di custodire i loro tesori?

In altri casi però il tesoro custodito non si sapeva da dove arrivasse ed era la causa per la quale i cosiddetti “cacciatori di draghi” andavano alla ricerca della creatura: il desiderio di ricchezza.



Fonti:
http://geocities.yahoo.com
www.mondimedievali.net
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venerdì 23 gennaio 2009

Braccio di Ferro

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Il 01/01/2009 sono scaduti i diritti d'autore sulle immagini di Braccio di Ferro a livello europeo; mentre per la scadenza americana bisognerà aspettare il 2024.


Braccio di Ferro è un simpatico marinaio guercio, con l'inseparabile pipa multiuso (compreso l'apriscatole e il lanciafiamme) che porta sempre in bocca e, più importante di tutti, la scatola degli spinaci. Si, gli spinaci con l'aiuto dei quali riesce a risolvere tutte le situazioni difficili in cui si trova. Infatti questi gli forniscono una forza straordinaria grazie alla quale riesce a sconfiggere i suoi avversari, in particolare Bluto (un marinaio attaccabrighe che non perde occasione per scontrarsi con Braccio di Ferro).

A tenere compagnia al simpatico e buffo marinaio troviamo:
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1) la sua filiforme fidanzata Olivia, anch'essa disegnata in modo buffo tanto da sembrare un elastico con grandi piedi e mani, con la testa perfettamente rotonda dove le uniche sporgenze sono il naso e la crocchia in cui sono raccolti i capelli.
2) Un neonato di nome Pisellino del quale non si capisce la parentela con Braccio di Ferro o Olivia, ma che sta o con uno o con l'altra. Si caccia spesso nei guai per colpa della curiosità tipica dei neonati e tocca a Braccio di Ferro risolvere la faccenda con l'aiuto dei suoi portentosi spinaci.
3) Poldo è un amico di Braccio di Ferro ed è golosissimo di hamburger che divora in quantità industriali. Ha l'aria sempre assente e non si cura di ciò che lo circonda, a meno che non si tratti di panini.
4) Bluto, marinaio avversario di Braccio di Ferro, che gli contende ogni cosa: dai lavori alla fidanzata, profittando della sua forza e del suo fisico massiccio, finchè Braccio di Ferro non divora gli spinaci e lo sconfigge con facilità estrema.
5) Gip, un cagnolino proveniente da un'altra dimensione che riesce a rendersi invisibile e individuare la verità con la coda. Altra sua particolarità è che si nutre solo di orchidee.
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lunedì 19 gennaio 2009

DRAGHI



Realtà o mito?
Probabilmente questa domanda non avrà mai una risposta. Forse il loro mito nasce con i primi ritrovamenti di ossa di dinosauro quando ancora non si sapeva che fossero di dinosauro. Ma queste creature del passato si sono estinte molte migliaia di anni fa, mentre i draghi hanno continuato a esistere nella cultura popolare e avvistamenti che accrediterebbero la loro esistenza, sono stati fatti anche in epoche relativamente recenti.

Personaggi storici come Plinio affermarono di aver visto un drago e molte leggende sembrerebbero confermare la loro esistenza. Ma di loro oggi si legge solo nei libri fantasy e nessun avvistamento è più stato fatto, la loro immagine rimane però vivida nella cultura popolare delle storie che li vedono come protagonisti, ora buoni ora cattivi.

Molti studiosi affascinati da questa creatura l'hanno studiata e ne hanno compilato una gerarchia arrivando a indicare undici classi: dai primi progenitori (i più potenti) ai serventi creati da draghi potenti (ma meno dei loro antenati). Dai discendenti di questi primogeniti sarebbero nati tutti gli altri draghi, compresi i draghi protagonisti delle varie leggende che sarebbero i sestogeniti. I successivi sono un po' meno noti.

Nato con la storia dell'uomo o prima?

Si dice che il drago abbia visto nascere il primo sole, abbia visto l'uomo formarsi ed evolversi aiutandolo in questa sua strada. Ma da dove esso arrivi non si sa, si è formato molto probabilmente da quel brodo primordiale dal quale è nato tutto il creato, quindi si potrebbe dire che si sia sviluppato insieme alle stelle e ai pianeti e poi alcuni di loro si siano stabiliti sulla Terra quando questa era ancora neonata.

Buono o cattivo o entrambe le cose?

A seconda del luogo la concezione cambia: il drago è considerato buono in oriente e malefico in occidente. Ma sia in uno che nell'altro luogo si hanno le eccezioni che rendono questa creatura vicino al concetto reale di esseri viventi: né totalmente buoni né totalmente cattivi, ma una via di mezzo ed è questa la nuova concezione che si ha del maestoso drago, grazie ai libri e ai film che ne hanno rimodernato l'immagine conservandone le caratteristiche salienti che lo rendono tanto caro alla fantasia: aspetto maestoso e pauroso, saggezza, grande forza, le ali da pipistrello, le poderose zampe artigliate, la capacità di sputare fuoco. A queste caratteristiche tipiche del drago occidentale per natura cattivo si è aggiunto un carattere più propenso ad aiutare le persone, talvolta a rischio della propria vita, sfatando l'immagine demoniaca che si aveva di esso.

La cultura orientale invece conserva la sua tradizione identificando nel drago un essere superiore benefico e protettivo per l'uomo, ma nel loro pantheon di draghi ne hanno alcuni malefici, in modo da equilibrare le energie. Qui la cultura e le leggende si fondono in qualcosa di unico e i draghi hanno una loro precisa suddivisione e un grado dal più elevato a più basso. Ognuno di essi è legato a un elemento e lo comanda. Sono onorati con una festa che si tiene tutt'oggi.
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Curiosità
Secondo alcune leggende sembra che il vampiro sia la progenie di un drago, accomunando così il vampiro al male per parentela col drago simbolo del male in occidente, luogo di origine della leggenda del vampiro stesso.

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Drago di Komodo

Forse in loro onore, e per la loro costante presenza nella fantasia, un rettile realmente esistente si fregia dell'appellativo di drago: il “drago di Komodo”.
Un rettile gigante lungo più di tre metri e pesante più di un quintale.
Vive proprio nell'isola di Komodo e in altre isole dell'arcipelago indonesiano, dove si nutre di maiali, capre, bufali, cavalli, draghi di dimensioni inferiori e esseri umani.
Si riproduce depositando le uova in un numero variabile da 15 a 40 alla volta.
Alla loro mole corrisponde anche una formidabile forza e una grande abilità di predatori, oltre che una notevole velocità di movimento. Caratteristica particolare e che spesso cacciano in gruppo (questo li differenzia un po' dai draghi che venivano descritti come creature solitarie), riuscendo a uccidere immediatamente la preda grazie alle possenti mascelle e alle unghie affilate, che provocano alle prede che non muoiono subito mortali infezioni permettendo così al drago di komodo di recuperare lo stesso il suo pasto, senza scomporsi per rincorrerlo.

Oggi sono una specie protetta e sono diventati un'attrazione turistica per il posto.
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GERARCHIA DEI DRAGHI
Questa creatura affascinante ha destato da sempre la curiosità delle persone e in particolare degli studiosi che crearono una vera e propria gerarchia dei draghi:
1)Dragongods: i primogeniti ovvero i draghi originari, non avevano suddivisione in sottorazze e ognuno era unico; sono immortali ma non invincibili ma solo un dio li potrebbe affrontare. Si ritiene che siano così antichi da aver visto il primo sorgere del sole .
2)Demigods dragons: i secondogeniti; i più antichi draghi mortali; anche questi sono privi di sottorazze e non possono essere sconfitti da nessun essere umano.
3)Ancient dragons: i terzogeniti. Hanno una suddivisione in razze. Le leggende sono nate tutte attorno a questa stirpe, o meglio i protagonisti delle leggende discendono da loro. Vivono solitamente nelle loro tane, dalle quali escono di rado.
4)Grandi Wyrm: i quartogeniti, sono i più potenti tra i draghi comuni, ma ancora molto potenti per essere sconfitti da un uomo, infatti per poterlo abbattere gli uomini si dovrebbero organizzare come se andassero in guerra.
5)Venerabili: i quintogeniti. Sono responsabili della fine di numerosi regni
6)Draghi anziani: i sestogeniti. Sono i protagonisti di tutte le leggende. Sono i bersagli dei vari cacciatori di draghi.
7)Draghi maturi: i settimogeniti. Sono i draghi adulti e sono il bersaglio degli apprendisti cacciatori di draghi.
8)Draghi giovani: gli ottavogeniti. Non hanno ancora raggiunto i 100 anni e sono deboli e alla portata di qualsiasi avventuriero di medio livello.
9)Nuovi nati: i nonogeniti. Sono i cuccioli di drago che non hanno ancora imparato a usare le loro armi. Non superano i 20 anni.
10)Dragonet, Pseudodragons, Faerie Dragons (draghi molto piccoli con ali da farfalla): gli ultimogeniti cioè le ultime sottorazze dei draghi, molto più piccoli dei loro antenati.
11)Serventi: sono un tipo di drago particolare creato da un drago potente e possono arrivare fino a 3 generazioni, ma ogni generazione successiva sarà più debole di quella precedente. La forza in questo caso non dipende dall'età.
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TIPOLOGIE DI DRAGHI: ROSSI E NERI

Draghi neri: malvagità e astuzia.
Draghi rossi: male dirompente.
Sembra che possiedano poteri magici in misura ridotta rispetto ai loro antichi progenitori.

Dalle leggende si capisce che la concezione occidentale dei draghi derivi dai drago primordiale Tiamat del mito mesopotamico.
Secondo questo mito in origine esistevano due tipi di drago: nero e blu profondo, i draghi della notte e degli abissi. Infatti i primi due draghi che furono concepiti furono uno nero e l'altro blu: le due razze più antiche.
Tiamat è infatti un drago nero, il primo di cui si abbia notizia ed è anche una creatura primordiale, da lei si generarono gli dei e i mostri ovvero altri draghi neri simili a lei nell'aspetto.
I draghi neri erano voraci e divoravano qualsiasi animale o persona gli capitasse a tiro e bevevano avidamente il latte direttamente dalle mammelle delle mucche, procurando loro grande dolore.
Il loro flagello fu affrontato dagli eroi che riuscivano ad avere la meglio su di loro, malgrado la loro smisurata forza. Col passare del tempo la grande caccia ai draghi li portò all'estinzione.

Dai draghi neri ebbero poi origine i draghi rossi. Sembra che ciò avvenne quando il dio Marduk (divinità mesopotamica) catturando i figli di Tiamat li scaraventò negli inferi, dove le fiamme roventi fecero cambiare colore alle loro squame da nero a rosso e ciò li rese immuni dal fuoco.
Nacquero così i draghi rossi delle leggende greche.

Alcuni draghi rossi non riemersero subito dagli inferi, ma prolungarono la loro permanenza in quei luoghi e le loro squame cambiarono ancora colore diventando nere, inoltre questa prolungata permanenza negli inferi li rese più potenti e temibili come avversari.

Quindi sia i draghi rossi che neri da noi conosciuti, tramite le numerose leggende che li vedono protagonisti, ebbero origine dalla progenie mostruosa della creatura primordiale Tiamat, ma rispetto a essa avevano meno potere.


Un discorso a parte merita l'Idra, una sottospecie dei draghi neri. Secondo la leggenda l'Idra ha molte teste come Apsu (altra creatura primordiale: un drago gigantesco dalle moltissime teste e con una enorme bocca centrale) e se una viene tagliata al suo posto ne spuntano altre, in un numero compreso tra due e sette. Sono in grado di spruzzare veleno e per la maggior parte sono abitanti degli abissi. Tra le più famose ricordiamo l'Idra di Lerna affrontata e sconfitta da Ercole in una delle sue dodici fatiche e Scilla, uno dei due mostri mitologici che infestano lo stretto di Messina. Quest'ultima abiterebbe nelle profondità dello stretto e tenderebbe agguati ai naviganti per procurarsi il cibo.
Questa varietà di draghi neri ucciderebbe per il puro piacere di uccidere.
Sono, secondo le leggende medioevali, la cavalcatura di perfidi stregoni e sempre secondo il mito non possiedono alcun potere magico, che invece gli altri draghi hanno, e questo le rende inferiori in un duello con un drago che, malgrado di stazza e forza inferiore, ha la meglio su di loro.

Dimensioni draghi neri comuni:
1)corpo massiccio e andatura su quattro poderose zampe
2)20 mt al massimo esclusa la coda
3)apertura alare grande più della loro lunghezza
4)muniti di corna
5)coda con aculei
6)schiena percorsa da scaglie ossee appuntite (utili nei combattimenti con i propri simili)
7)occhi simili a quelli di una tigre o un leone (negli altri draghi sono simili a quelli di una lucertola)
8)soffi: fuoco, acido, gas mortali, bava appiccicosa

Alcuni draghi neri differiscono da questa descrizione in quanto cresciuti in pozzi assunsero forma serpentiforme, incapacità a soffiare qualsiasi veleno ma temibile capacità di stritolare le proprie prede e le fauci sono così potenti da troncare una quercia con un solo morso.
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GRANDI DRAGONI
Non tutti i draghi furono catturati da Marduk, alcuni di essi, i più potenti cioè i Grandi Dragoni, si rifugiarono nelle loro tane e vi restarono per molto tempo, agendo dall'ombra di esse per danneggiare.

Tra di essi si può annoverare Tiamat, la progenitrice di tutti i draghi a quanto sembra, e anche Tifone. Quest'ultimo per aspetto è simile all'idra, ma molto più potente in quanto creatura primordiale: corpo massiccio, camminava eretto su due zampe, alto quanto una montagna, dotato di cento (o mille teste) teste e di una grandissima bocca sul petto dalla quale vomitava fuoco e gas venefici.
Sembra che essi siano principalmente femmine.
A parte qualche rara eccezione vivrebbero in tane profondissime, molto vicini al nucleo della Terra (sono immuni al fuoco).
Hanno ereditato da Tiamat il dono della magia.
Si circondano di servitori che arruolano tra le creature della natura e le usano per difendere gli accessi alla loro tana e per svolgere gli incarichi in superficie.
Escono di rado dalle loro tane, dove rimangono a sonnecchiare e talvolta nuotano nel magma, provocando in tal modo le eruzioni vulcaniche e terremoti, che scatenano anche quando escono in superficie.
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DRAGHI D'ACQUA
Categoria di draghi a se stante sono i draghi d'acqua. Essi hanno corpo serpentiforme lungo 8 – 9 metri e al posto delle zampe hanno le pinne proprio come i pesci, per meglio muoversi nel loro elemento. L'unica cosa che fa pensare che le pinne siano state delle zampe sono gli artigli che esse hanno sui margini.
Il corpo affusolato e le pinne gli permettono di muoversi agilmente e velocemente in acqua, rendendolo praticamente instancabile. Grazie alla vasta capacità polmonare possono tornare in superficie meno di una volta ogni 24 ore.
La testa ha forma allungata con fauci enormi e denti appuntiti lunghi 10 cm, mentre gli occhi sollevati gli permettono di nuotare a pelo d'acqua senza farsi vedere, tenendo solo gli occhi fuori, in modo da avventarsi sulla preda sfruttando il fattore sorpresa. Gli occhi sono inoltre dotati di membrana come quelli dei pesci e questo permette al drago di vedere benissimo anche sott'acqua.

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DRAGHI DELLE ALPI
Draghi dalle caratteristiche simili nell'aspetto si riscontrano sulle alpi, ma qui il drago ha un solo occhio costituito da un enorme brillante e porta la corona, dispone di ali per volare e si riunisce con i suoi simili per danzare nella notte.
Vivono in profonde caverne dalle quali escono di notte per procacciarsi il cibo.
Con le loro ali arrivano a sorvolare i grandi ghiacciai sfidando e battendo le aquile nei loro domini, in quanto veri signori delle montagne, poiché riescono a vivere in quei luoghi dove nessuno potrebbe sopravvivere.
Spesso li si può trovare posati su rupi o mimetizzati sugli alberi in attesa della preda.
A differenza dei draghi d'acqua le serpi montane possono avere o meno le zampe.
Questi demoni delle montagne sembra possano essere vinti solo dalla potenza dei santi o di valorosi guerrieri.

Spesso gruppi di serpi-drago sono comandate da una bellissima e malefica donna, la loro regina. Ella è custode, insieme alle sue creature, di immensi tesori, ed è la trasformazione di una donna perfida.
Dotata di corona e di veleno anch'ella come le serpi ama fare il bagno e per farlo si toglie la corona che deposita sulla riva del lago, mentre il veleno lo nasconde in rupi inaccessibili agli esseri umani. Infatti se un uomo si impossessasse del veleno lei sarebbe morta. Questo non sarebbe avvenuto se invece le fosse stata rubata la corona, e chi riusciva in tale ardimentosa impresa doveva ritenersi felice non solo del bottino ma di essere riuscito a portare a casa la pelle.



Fonti:
http://geocities.yahoo.com
www.mondimedievali.net
www.ilguerriero.it
www.satyrnet.it
http://bluedragon.it
http://olay.bazaar.net
www.croponline.org
www.animalplanet.it
Leggende delle Alpi
Miti e saghe vichinghe

venerdì 16 gennaio 2009

Truffa alla nigeriana

Sembrerebbe impossibile che qualcuno ci caschi ancora in queste truffe, ma ci sono ancora degli ingenui che ci credono.
Purtroppo non tutti i truffati hanno poi il coraggio di denunciare il fatto, ma non è questo il caso.

Leggete questo articolo direttamente nel blog di Paolo Attivissimo
Resoconto di una truffa

sabato 10 gennaio 2009

Errore dmrc e permessi dei file

A volte può capitare, avviando Ubuntu, di vedere uno strano messaggio che accenna a un errore del file DMRC, che dovrebbe avere certi permessi (il messaggio indica 644), mentre la home dell'utente dovrebbe avere altri permessi..

Solitamente è la conseguenza di qualche cavolata fatta sui file nascosti della nostra home..

Il rimedio è semplicissimo: come descritto nello stesso messaggio di errore, dobbiamo semplicemente cambiare i permessi sia alla nostra home che al file nascosto dmrc.

Vediamo i comandi che dobbiamo dare in sequenza:
chmod 755 /home/NostroNomeUtente
chmod 644 .dmrc


Il primo comando rende la nostra home utente di proprietà completa del nostro utente (7=rwx=lettura, scrittura ed esecuzione), e di sola lettura ed esecuzione per gli altri utenti (5=r-x=lettura ed esecuzione)

Il secondo comando agisce invece sui permessi del file nascosto .dmrc (notare il punto davanti al nome del file), rendendolo di sola lettura e scrittura per il proprietario (6=rw-=lettura e scrittura) e di sola lettura per gli altri (4=r--=lettura)

Infatti i codici numerici dei permessi sono:
0=---=nessun permesso
1=--x=esecuzione
2=-w-=scrittura
3=-wx=scrittura ed esecuzione
4=r--=lettura
5=r-x=lettura ed esecuzione
6=rw-=lettura e scrittura
7=rwx=lettura, scrittura ed esecuzione