I MIEI LAVORI - IN VENDITA
Se siete interessati ai miei lavori mi potete contattare alla mail: lqfantasia at gmail dot com
Dipinti - Disegni - Illustrazioni - Grafica al computer - Fotografie
Se siete interessati ai miei lavori mi potete contattare alla mail: lqfantasia@gmail.com

sabato 30 gennaio 2010

Graceling



Ecco la recensione di un libro che ho letto.












Dati libro

Graceling
di Kristin Cashore
Editore DeAgostini
Euro 14,90








Trama

Tutti i Gracelin hanno gli occhi di due colori diversi.
Tutti i Graceling hanno un Dono.
Difficile è però sapere quale Dono possiedono: a volte anche per loro stessi è duro capirlo e controllarlo.
Ci sono Doni quasi inutili, come la capacità di ripetere le parole al contrario o di ricordare certi dettalgi.
Katje ha diciotto anni e il suo Dono è un'arma terribile nelle mani di suo zio, re Rand.
Il futuro le può riservare un posto sicuro al fianco di quest'uomo vendicativo o infinite sorprese, come l'incontro con un Gracelin dallo sguardo intenso che sembra conoscerla fin troppo bene.

-----------------------------------------------------------------

La mia recensione

Lettura piacevole e scorrevole. La trama non è difficile da seguire e il suo evolversi è ben sviluppato dall'inizio alla fine del romanzo.
Lettura adatta a tutti gli appassionati di fantasy, specialmente a un pubblico giovane, mentre per un pubblico più pretenzioso può essere un intermezzo tra una lettura impegnativa e l'altra, per rilassare piacevolmente la mente.
I protagonisti sono ben delineati nelle loro emozioni e si fondono all'ambiente in cui vivono e agiscono, anch'esso descritto con cura.

sabato 23 gennaio 2010

LA SENTINELLA



Il mio fratellino mi ha regalato questa recensione.









La sentinella
Edizione Net
Autore: Arthur C. Clarke
Prezzo di copertina Euro 8,20









Trama
Nel corso di un'esplorazione della pianura del Mare Crisium, un geologo scopre una misteriosa struttura scintillante incastonata nella roccia lunare come una gigantesca gemma. L'eccitazione per il ritrovamento cede presto al desiderio di penetrare il segreto di quel corpo enigmatico: è una macchina inventata da sconosciuti costruttori lunari vissuti in un'epoca remota? E se invece si trattasse di una sentinella lasciata da qualche intelligenza lontana per osservare proprio la civiltà terrestre? Accanto a La sentinella, il racconto a partire dal quale Arthur Clarke e Stanley Kubrick elaborarono la sceneggiatura del cult movie 2001: Odissea nello spazio, questa antologia raccoglie alcuni tra i migliori racconti di uno dei più noti maestri della fantascienza, come Angelo custode, Canti della terra lontana e Incontro con Medusa.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------
La mia recensione
Un classico della fantascienza. Una serie di racconti avvincenti e interessanti, storie note proprio perchè classiche, ma è sempre un piacere leggerle.
La vicenda che da titolo alla serie è meravigliosa ma inquietante nella sua semplicità, ma anche le altre opere contenute sono favolose.
Un libro che si legge velocemente (personalmente l'ho letto tutto in una domenica piovosa) ma resta impresso nella mente e nel cuore del lettore, come restano impressi i vari protagonisti e le loro vicende incredibili ma rigorosamente e scientificamente possibili.
Al solito, auguro a tutti buona lettura.

sabato 16 gennaio 2010

LA PENTALOGIA DEL PRISMA



Il mio fratellino mi ha regalato questa recensione.






Pentalogia del Prisma
Ciclo completo di Dark Sun
Edizione Armenia
Autore: Troy Denning
Prezzo di copertina Euro 32,00
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Introduzione
La Pentalogia del Prisma è la prima serie legata alla storica ambientazione di Dark Sun, il mondo desolato e desertico del pianeta Athas.
Il ciclo si compone di cinque romanzi:
Il Passaggio Smeraldo
La Legione di Fuoco
L'Incantatrice d'Ambra
L'Oracolo di Ossidiana
La Tempesta Celeste
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Trama
Athas, un tempo brulicante di vita, è diventato un pianeta arido e dimenticato dagli dei, che ha perduto la fertilità a causa dei maghi profanatori, che traggono energia dalla forza vitale degli esseri viventi; si tratta di un mondo dove anche le creature più semplici hanno sviluppato l'abilità nelle arti psioniche nella lotta per la sopravvivenza. Ora Athas è dominato da potenti e crudeli re-stregoni che governano città-stato in perenne lotta tra di loro, un mondo spazzato dalla furia del Drago di Tyr. Ma qualcosa sta tornando da un remoto passato, un terribile segreto conosciuto solo dai re-stregoni che lo hanno condiviso per secoli, un mistero che affonda le sue radici nell'epoca in cui gli alberi crescevano ancora su Athas e le varie razze vivevano libere, un tempo in cui le antiche città dell'uomo non erano ancora state sepolte dalla sabbia sospinta dal vento, un tempo in cui ancora non infuriavano le Guerre Genocide, né era stata creata la leggenda del Drago di Tyr e dei quindici Campioni di Rajaat...
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------
La mia recensione
Un fantasy interessante, diverso dal solito, ambientato in un mondo cupo e leggendario, con protagonisti eroi che fuggono a un destino da gladiatori per ritrovarsi alla conquista di un regno.
Occorre ovviamente leggere tutti i cinque volumi, per concludere la vicenda in un continuo altalenarsi di scene di azione mescolate a scene di introspezione. La vicenda si svolge in un crescendo di intrighi e trame epiche, in un mondo costituito da una città-stato e dal suo territorio circostante.
Personalmente non posso dire che mi abbia affascinato, soprattutto a causa di una certa lentezza in alcune parti e di personaggi che non riescono ad attirare subito la simpatia del lettore, ma al solito questa è solamente la mia opinione.
Auguro a tutti buona lettura.

sabato 9 gennaio 2010

HOTEL TRANSILVANIA



Ecco la recensione di un libro che ho letto.













Dati del Libro

Hotel Transilvania
di Chelsea Quinn Yarbro
Editore Gargoyle Books








Trama

Parigi, 1743, nobiluomo, avventuriero, spia, alchimista, il Conte di Saint-Germain è tutto questo e anche qualcosa di più... una creatura della notte, un non-morto, un vampiro!
Ma quando la giovane Madeleine de Montalia si trasferisce a Parigi per rifinire la propria educazione, viene insidiata da mali ben peggiori e sarà proprio Saint-Germain a ergersi a suo protettore, affrontando un'arcana cospirazione ordita da poteri infernali.

---------------------------------------------------------------------

La mia recensione

Un libro affascinante e scorrevole nella lettura. Il fascino magnetico del vampiro è ben rappresentato, ma senza entrare nella volgarità e nel pornografico. Curato nei dettagli ambientali e nei dialoghi porta il lettore a seguire la trama e il suo evolversi fino all'inevitabile finale che si riesce a intuire poco dopo l'incontro dei due protagonisti. Naturalmente il tutto dopo una serie di avventure collegate al passato di Madeleine de Montalia.

Il vampiro viene rappresentato come un uomo colto, uno studioso, un affascinante gentiluomo raffinato nei modi e nell'abbigliamento, ma anche capace di affrontare le situazioni più difficili con coraggio e intelligenza. Un eroe romantico di altri tempi che passa di epoca in epoca, capace di sentimenti profondi e di difendere le persone che ama o comunque per le quali prova simpatia. Riesce a mimetizzarsi senza lasciare traccia del suo passaggio, se non in quei pochi che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, pur restando un personaggio indimenticabile per le caratteristiche che faceva trapelare (non il suo lato oscuro...).
Inoltre è rappresentato chiaramente come un vampiro molto diverso da quello a cui siamo abituati dai vari romanzi e telefilm.

-----------------------------------------------------------------------

A proposito del Conte di Saint-Germain....

Sembra che il protagonista del libro sia realmente esistito. Il Conte di Saint-Germain visse proprio a Parigi, dove fece la sua prima apparizione nel 1743. Come il suo alter ego romanzesco non mangiava ne beveva mai in pubblico, il che fece pensare a lui proprio come a un vampiro, senza che comunque siano mai state trovate prove di questo, solo semplici illazioni.
Uomo colto e amante dell'eleganza. Abile musicista, un valente studioso, dedito sembra all'alchimia (si dice che riuscisse ad aumentare la caratura delle gemme), oltre a essere un discreto pittore, arte nella quale riusciva a conferire ai colori una rara brillantezza (segreto che non rivelò mai) e autore di opere.
Fu anche un grande mecenate.
Il suo aspetto fisico sembra che non sia mai mutato dal 1743 al 1786 data della sua presunta morte, il che avvalora il fatto che fosse un vampiro o avesse trovato l'elisir di lunga vita. Ma lui non dava mai una spiegazione a questi pettegolezzi.
Fu apprezzato in diverse corti europee dove era consigliere e corriere di re.
Caratteristica che impressionò chi lo conobbe era il fatto che fosse ambidestro, ma non un normale ambidestro: era in grado di scrivere due copie della stessa lettera usando entrambe le mani e cosa molto particolare era che la sua firma era la stessa con entrambe le mani.
Sembra inoltre che la data della sua morte possa essere confutata da due documenti autografi datati uno nel 1791 e l'altro nel 1793 e i destinatari delle lettere non dubitarono dell'autenticità delle stesse. Inoltre delle persone affermano di avergli parlato nel 1793, nel 1796 e nel 1802.

Si può capire come un simile personaggio abbia ispirato Chelsea Quinn Yarbro: enigmatico, affascinate, colto, forte... tutte le caratteristiche adatte per un vampiro che deve sedurre i lettori oltre alle sue vittime...
Che dire se non BUONA LETTURA!

sabato 26 dicembre 2009

Sistemare il microfono

E dopo essere impazzito per un po' di tempo con questa stramaledetta scheda audio, ecco che è venuto il momento in cui mia sorella mi ha chiesto come mai il microfono per registrare i suoni non andava più.
In effetti, anche se alsamixer lo vedeva, con il volume alto e non muto, non c'era alcun sistema per usarlo (mia sorella usa audacity per registrare).

Ho cercato informazioni online, ma non ho trovato nulla di decente o di valido, per cui ho agito diversamente, secondo le informazioni che ho trovato
In primo luogo, ho eliminato del tutto pulseaudio con un
sudo apt-get --purge remove pulseaudio
A dir la verità, visto che stavo cercando dei pacchetti con Synaptic, ho agito da qui: cercato pulseaudio e rimosso completamente tutto quello che ho trovato installato (tranne ovviamente quello che cercava di eliminarmi direttamente tutto quanto).

Una volta levato dai piedi questo, ho ripristinato per l'ennesima volta i driver ALSA secondo quanto indicato al post precedente, anche se non era realmente necessario dato che la scheda audio si è automaticamente impostata su ALSA (come ho visto col doppio clic sull'icona dell'altoparlante), poi ho avviato alsamixer e aperto il microfono, avvio audacity e le passo il microfono, lei dice una frase qualsiasi e vedo le tracce sonore, quindi il suono viene captato. Inoltre riascoltando, si sente perfettamente la frase pronunciata, quindi pare tutto a posto!

Cedo il posto e, effettivamente, mia sorella ricomincia tranquillamente a fare i suoi esperimenti di registrazione senza più nessun problema.
Inoltre, mi sembra che non ci siano nemmeno più i problemi indicati nel post precedente... possibile che pulseaudio non fosse compatibile con quella scheda audio?

NOTA: ovviamente lei usa Ubuntu 8.04 Hardy Heron, non so se nelle versioni più recenti di Ubuntu sia possibile fare ciò... e questo mi fa preoccupare per quando sarà il momento di sostituirle l'airone con la lince...

Amore sotto l'abete

La prima neve cade leggera e delicata, solo una spolverata, appena un accenno per annunciare l'approssimarsi dell'inverno, mentre in lontananza le montagne blu mostrano i loro picchi innevati: su di esse la neve cade ormai da tempo e l'aria è fresca e pungente.
Per le strade sagome incappottate vagano nelle direzioni più disparate, solo raramente alcune di esse si fermano a parlare.
Solo i bambini sono allegri e giocano insieme senza problemi, per loro il mondo è ancora tutto da scoprire e magico in ogni suo aspetto. Ed in questo periodo mostra un altro suo lato magico: le strade si rinnovano e si vestono di ardite opere artistiche fatte di luci, che portano le stelle sulla terra a tenere compagnia agli addobbi dei negozi e ai vari Babbo Natale che circolano per le strade, il tutto preannuncia l'approssimarsi del Natale.
La festa porta al ricordo di tempi antichi, quando il Natale è nato, quando in una umile mangiatoia fu deposto Colui che avrebbe redento l'uomo dai peccati e cui si collega il miracolo della nascita e quindi della continuità della vita, simboleggiata anche dall'abete che non muore e conserva le sue foglie per tutto d'inverno, simbolo per eccellenza in molte popolazioni della continuità della vita.
A tenere compagnia al verde abete, e ad aggiungere una nota di colore alla stagione, vi è la Stella di Natale, donata a Gesù da un povero bambino.
La città mutata diventa viva e questa nuova energia pervade l'aria e penetra dai pori della pelle dando nuova gioia alle persone, gioia di vivere e di fare e di essere più buoni. Si ha voglia di stare insieme.

Un'associazione di giovani appassionati di teatro organizza una rappresentazione per il Natale. Il vecchio teatro comunale si rianima e ritorna agli antichi splendori. Il velluto verde smeraldo delle poltrone riappare da sotto la polvere di anni di inutilizzo, il pavimento in mattonelle a mosaico risplende in tutta la sua bellezza, dopo una buona lucidata, e il tavolato di legno del palco mostra tutta la sua splendida venatura.
Si sceglie la rappresentazione e, dopo aver esaminato molte opere di nomi famosi, si opta per l'opera di uno di loro. Vengono modificate opportunamente le vecchie scenografie del teatro e si assegnano le parti.
Iniziano le prove, ognuno ha il suo ruolo e le sue battute e ognuno da vita al suo personaggio con passione.
Ogni pomeriggio sul tardi i membri danno vita alla rappresentazione, rendendo viva la finzione dove i sentimenti si intrecciano e si fondono e si separano per poi riunirsi nuovamente.
Il testo narra la storia di un giovane che si ritrova a dirigere la ditta di famiglia col padre.
Egli si immerge nel lavoro anima e corpo arrivando a pensare anche alla vita come a un lavoro, da cui trarre utili, e se una cosa non è conveniente non ha importanza per lui.
La cosa preoccupa i genitori e gli amici che lo vedono distaccarsi sempre più da loro. Decidono così di tentare un trucco per far ritornare il giovane quello che era.
Uno di loro ha letto di recente “Canto di Natale” e la parte dei tre spiriti gli dà l'idea e, d'accordo con i genitori del giovane, allestiscono la commedia.
La rappresentazione inizia.
Prima il fantasma dei Natali passati: avvolto in una leggera nebbia rivede i Natali della sua infanzia, e i filmini di famiglia danno il tocco finale al primo atto.
Una fumata colorata e il primo fantasma sparisce e un penetrante profumo fa addormentare il giovane. Uno scossone lo ridesta e davanti a lui si trova il fantasma del Natale presente, dove gli fanno vedere che il suo atteggiamento lo ha isolato da amici e parenti: lui il Natale non lo festeggia perché non è economicamente conveniente; la casa dove vive con i suoi genitori non ha l'abito della festa, non c'è l'albero né il presepe né i doni per i suoi genitori.
La sera della festa non c'è festa i suoi genitori sono soli e tristi sul divano e lui immerso nel lavoro nello studio, con un pacco non aperto accanto.
Un'altra fumata e sparisce anche il secondo fantasma, di nuovo il profumo e poi lo scossone e davanti a lui ora si trova un essere incappucciato di nero, che con la mano indica una direzione. Li il giovane vede i suoi amici, ormai anziani, festeggiare senza di lui il Natale.
Un'altra direzione viene indicata dall'essere e qui si trova lui, anziano, solo e non festeggia.
Un'altra fumata e sparisce anche il terzo fantasma, di nuovo il profumo, ma stavolta non funziona: il giovane si muove bruscamente e l'amico che lo doveva addormentare cade in avanti, e il leggero anestetico non sortisce il suo fine.
Il giovane capisce che è stato ingannato e si arrabbia con gli amici ed i genitori.
Tutto il lavoro fatto va perso!

La preparazione della festa procede nella casa del giovane con le ghirlande appese alle porte, nel salone il maestoso abete risplende di mille colori, accanto a esso il presepe e sotto l'albero pacchi colorati fanno bella mostra di sé.
La festa è pronta e i parenti sono stati tutti invitati, ma proprio pochi giorni prima di Natale il giovane parte per motivi di lavoro: deve fare un sopralluogo in una cittadina dove dovrà costruire un albergo.
Qui il Natale è ormai giunto in ogni angolo: abeti innevati e alberi ricoperti da una candida coperta di neve ornano le strade, luci colorate sembrano stelle cadute dal cielo per illuminare il Natale della cittadina, dalla chiesetta si odono canti natalizi intonati da bambini e nella piazza centrale del paese sotto un grande abete decorato, e sotto il vigile sguardo dell'angelo, posto sulla sua cima, si trova l'antico presepe tradizionale del paese: un quadro natalizio toccante.
La cosa però non tocca più di tanto il giovane, che intende solo fare il suo lavoro e si inoltra, per la strada ghiacciata, verso il sito dove sorgerà l'albergo. Giunto sul posto lo esamina e lo approva, si incammina per la stessa strada ma un piede slitta e lui, perdendo l'equilibrio, cade a terra, scivolando per la strada in discesa e va a sbattere.
Viene subito soccorso e condotto all'ambulatorio medico dove viene appurato che non ha nulla. Per sicurezza il dottore lo trattiene alcuni giorni ma c'è un problema: ha perso la memoria e con sé non ha documenti, inoltre nessuno in paese lo conosce.
Poiché sta bene non può occupare un letto in ospedale, così il dottore lo sistema presso una cara amica e sua figlia.
Le due donne accolgono volentieri il giovane e subito lo fanno sentire a casa sua. Lo coinvolgono nei preparativi per la festa con gli amici e negli acquisti dell'ultimo minuto.
La voglia di festa è palpabile e lo coinvolge completamente, e questo lo fa sentire strano: è come se qualcosa che non aveva mai provato prima gli riempisse il corpo e la mente; le luci colorate e i decori lo ipnotizzano e nella sua mente alcune immagini si fanno strada: vede un bimbo con dei balocchi vicino a un albero di Natale e vede delle sagome di un uomo e di una donna, ma non ne distingue il volto, sente delle risate di gioia e ode quelle sagome chiamarlo, ma quel nome sparisce subito dalla sua mente.
Di una cosa è sicuro: quel bimbo è lui e quelli sono i suoi genitori.
La vicinanza della ragazza lo riporta alla realtà: devono tornare a casa e prepararsi per la festa di quella sera. Tornare a casa, la cosa strana è che sente veramente quella casa come se fosse la sua, anche se in realtà non lo è.
La cena è un successo, e ora tutti insieme vanno alla piazza centrale ad ascoltare il coro di bimbi nell'attesa della mezzanotte.
I canti, l'abete, il presepe, la neve e un manto punteggiato di splendide stelle pregnano di magia l'aria, magia dalla quale tutti i presenti si lasciano avvolgere, le voci è come se diventassero una sola, mentre tutti si prendono per mano, a suggellare lo spirito di bontà e amore proprio del Natale.
Scandita dai dodici rintocchi dell'antica torre dell'orologio del municipio e dall'apparire del suo angelo, come succede a ogni Natale, giunge la mezzanotte, e dal gruppo si stacca una bimba che, avvicinatasi alla mangiatoia, vi depone il Bambin Gesù, poi si riunisce al gruppo e il prete inizia la messa. Un segno di pace, di auguri e di saluto è il commiato della notte.
Tutti si ritirano nelle proprie case con un grande calore nel cuore.
Anche il giovane prova lo stesso calore: quella festa, i canti, lo stare insieme lo hanno coinvolto e avvolto completamente.
Quella notte si addormenta sereno nel letto e, nel sogno, ha nuovamente dei “flash back” della sua infanzia, ma anche del suo presente, e in questo presente rivede i suoi genitori preoccupati per il suo modo di essere, ed è triste. Ma vede anche un'altra cosa: il volto della figlia della padrona di casa che gli sorride mentre si tengono per mano alla festa, e alla mano sente il calore di quel contatto, che gli dà una piacevole sensazione di benessere.
L'ultima cosa, e la prima, che vede è proprio quel volto, che ora lo sta ridestando dal suo sogno.
Il giovane è soprappensiero, ha riacquistato la memoria ma sente che questo non lo rende completamente felice. Esce da solo, dirigendosi all'albergo alla periferia dove alloggia, si siede nella sua camera e telefona ai suoi genitori. La discussione è lunga e commovente. I genitori hanno ritrovato il figlio di una volta, amante della festa e della famiglia. Da ambo i lati del telefono si sentono singhiozzi interrotti da poche parole accompagnate da lunghi silenzi, interrotti dai saluti. Decide di tornare a casa, ma la felicità di rivedere i genitori è presto soppiantata da una strana e incomprensibile sensazione di tristezza, la stessa che lo accompagna fin dal risveglio. Esce dall'albergo e, senza rendersene conto, si ritrova davanti alla casa che lo aveva accolto in quei giorni, e nel giardino la figura della ragazza intenta a costruire un pupazzo di neve.
Quando questa si volta e, vedendolo, gli va incontro sorridendo per condurlo dentro casa, capisce cosa lo rende triste per il distacco da quella cittadina.

Il treno che lo avrebbe ricondotto a casa sarebbe partito solo dopo due giorni.
In quel luogo non ha solo ritrovato il Natale, ma da esso ha avuto il regalo più bello: si è innamorato e ora non vuole perdere l'amore.
Quei due giorni li passa con la ragazza e per lui sono i momenti più belli della sua vita: mano nella mano girano per il paese soffermandosi davanti all'albero e al presepe della piazza centrale, dove è avvenuto il primo determinante contatto, quello che ha aperto il suo cuore all'amore.
Quel giorno decide di far venire lì i suoi genitori, e concorda con il prete il matrimonio.
Nella chiesa ornata a festa con Stelle di Natale, agrifoglio e vischio, fa il suo ingresso la sposa nel suo abito candido come la neve e, tra la gioia degli astanti, i due giovani vengono uniti in matrimonio.
Davanti al portone decorato di foglie d'oro della chiesa, soffice e candida neve cade lieve sui due giovani sposi incorniciando il bacio che i due si scambiano come promessa del loro amore.

La rappresentazione finisce tra l'ovazione del pubblico, i cui applausi risuonano dentro e fuori il teatro per lunghi minuti, ripagando della fatica i giovani attori dilettanti, che dal palco ringraziano con sorrisi e inchini.